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di Damiano Aliprandi

 

Il Dubbio, 2 agosto 2018

 

Filomena Albano auspica che si adottino norme che tengano conto della giovane età dei detenuti. "Si dovrebbero rimuovere dal testo in discussione le norme che ostacolano l'accesso dei minorenni autori di reato alle misure esterne".

A dirlo è la Garante dell'infanzia e l'adolescenza Filomena Albano. Si riferisce al decreto legislativo, attualmente in esame alle commissioni giustizia delle Camere, in merito all'ordinamento penitenziario minorile e, in particolar modo, al 4bis che ostacola l'accesso alle misure alternative per alcune tipologie di reato.

La Garante sottolinea che "ogni ragazzo è infatti una storia a sé che va valutata caso per caso. L'accesso a misure di comunità, ai permessi premio e al lavoro esterno deve poter prescindere dalla tipologia di reato e dall'entità della condanna. Se il giudice può dare una possibilità in più ai ragazzi, perché essi possano cambiare, è nostro dovere renderlo possibile".

Filomena Albano quindi auspica che l'Italia adotti norme per l'esecuzione della pena nei confronti di condannati minorenni che tengano conto della loro giovane età e della loro personalità in formazione. Tra le richieste della Garante ai presidenti e ai componenti delle commissioni e ai relatori anche quella di inserire nella riforma dell'ordinamento penitenziario minorile la facoltà di accesso da parte dell'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza negli istituti penali per minorenni, nelle comunità e nei centri diurni senza preventiva autorizzazione. Auspicato anche il via libera definitivo al decreto che introduce nell'ordinamento italiano la giustizia riparativa e la mediazione penale tra reo e vittima. "È tra i compiti istituzionali dell'Autorità favorire lo sviluppo della cultura della mediazione", sottolinea Albano.

Per quanto riguarda il decreto legislativo riguardante l'esecuzione penale minorile, come già riportato da Il Dubbio, è stato rintrodotto il 4bis anche nei confronti dei minorenni, rendendo, di fatto, più stringente l'accesso ai benefici. Nel testo elaborato dalle commissioni volute dal ministro della Giustizia precedente, per i detenuti minorenni era escluso qualunque sbarramento all'accesso ai benefici. Ma lo schema di decreto trasmesso il 24 aprile scorso dal governo precedente alle Camere, è comparso il 4bis, andando, di fatto, in direzione opposta ai principi e criteri direttivi contenuti nella delega del governo. È al punto 5 lettera p) che si indica, in tema di esecuzione della pena nel processo minorile, come principio di riferimento, "l'ampliamento dei criteri per l'accesso alle misure alternative", con particolare riferimento ai requisiti per l'ammissione dei minori all'affidamento in prova ai servizi sociali e alla semilibertà. Ecco perché, come ha osservato il Garante nazionale Mauro Palma attraverso un parere richiesto dalla commissione giustizia, la previsione dell'articolo che prevede il 4bis, può "essere facilmente letta come contraria alla delega".

Nel frattempo è in corso lo sprint finale per l'approvazione dei decreti attuativi della riforma dell'ordinamento penitenziario in merito alla vita detentiva, il lavoro penitenziario, l'ordinamento minorile e la giustizia riparativa. Domani scade il termine per esercitare la delega da parte dall'attuale governo e, quindi, teoricamente oggi è il penultimo giorno da parte delle commissioni per inviare lo schema di parere, non ostativo, al consiglio dei ministri che si dovrà poi riunire per l'approvazione finale. Oggi, infatti, i decreti saranno esaminati da entrambe le commissioni. Ricordiamo che l'impianto principale della riforma, ovvero quello che avrebbe modificato il 4bis, allargato l'affidamento in prova e riformata l'assistenza sanitaria, è stato definitivamente accantonato.