di Laura Montanari
La Repubblica, 29 settembre 2019
"La giusta quantità di dolore", di Giada Ceri Exorma, € 14. "In carcere i minuti e le ore hanno un'altra velocità". Lei lo sa perché collabora nel terzo settore con progetti in area penitenziaria. "La giusta quantità di dolore" è il reportage narrativo scritto da Giada Ceri e pubblicato da Exorma che il 2 ottobre alle ore 18 verrà presentato alla libreria Ibs di Firenze (in via dè Cerretani).
La prefazione è affidata a Luigi Manconi: "Occultamento, rimozione, separazione: ecco altrettante procedure che escludono il carcere e i carcerati dallo sguardo di chi non sta in carcere e non è carcerato, dunque dall'opinione pubblica e dalla stessa dialettica democratica".
Il viaggio comincia da Sollicciano: "Casa circondariale, dice la targa all'ingresso. Siamo oltre i confini della città e qua intorno non c'è molto altro. Non un bar non un'edicola, un giardino. Nemmeno gli autobus si spingono nel luogo della pena".
Parla del carcere di Firenze, ma potrebbe essere quello di Ranza a San Gimignano costruito come un gigantesco fungo in mezzo a una valle senza nessun servizio intorno. O altri. Giada Ceri racconta in questo viaggio come sono le carceri dall'interno, viste da un convegno dedicato alla loro architettura, le considerazioni sul 41bis (il carcere duro), le "domandine" che scandiscono bisogni e desideri dei detenuti, l'ergastolo bianco, la fine degli Opg (Ospedale psichiatrico giudiziario), il Giardino degli Incontri, il teatro a Volterra (e le cene Galeotte con il curioso l'elenco degli alimenti che possono entrare in carcere e quelli no). Fra i pregi del libro c'è una narrazione sciolta e al tempo stesso disincantata di chi ha sentito ripetere tante volte le stesse frasi da esperti, presunti esperti, passanti.










