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di Valter Vecellio

Italia Oggi, 31 agosto 2024

La Giustizia e la sua amministrazione: uno dei suoi drammi è la lentezza e l’incertezza dei procedimenti; questione che riguarda il civile, il penale, l’amministrativo, il tributario. Rispetto ai paesi dell’UE, l’Italia è agli ultimi posti per quel che riguarda la durata dei giudizi civili, cosicché le imprese straniere ci pensano bene prima di investire in Italia. Da anni Banca Italia lancia gridi d’allarme e di dolore: inascoltata. Giudizi penali: secondo il Consiglio d’Europa durano oltre mille giorni: quasi dieci volte in più la media europea. Carenza di risorse, come spesso si dice? Per la giustizia si spende una percentuale di Pil in media con il resto dell’Europa; gli stipendi dei magistrati sono tra i migliori; grazie ai fondi del Pnrr si sono assunti oltre ottomila funzionari e più di tremila profili tecnici.

Il fatto è che gli uffici giudiziari non sono governati con criteri manageriali. Non si premia e riconosce il valore e il merito del personale. I magistrati periodicamente sono sottoposti a giudizi di idoneità; l’ultima volta giudizio positivo per il 99,3%. Lo 0,2% una valutazione non positiva, lo 0,5% negativa. Percentuali ridicole. Tra il 2019 e il 2021 i magistrati colpiti da procedimenti disciplinari sono stati in media 31 l’anno, lo 0,35% dei circa novemila in servizio (di questi, almeno duemila sono impiegati nei ministeri: una vera anomalia). Su questo si dovrebbe ragionare, discutere, confrontarsi. Tutti zitti e mosca, invece. Associazione Magistrati in testa.