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di Simona Musco


Il Dubbio, 11 novembre 2020

 

Le opposizioni contestano le norme inserite nel Dl Ristori Bis. Giustizia digitale, smart working più efficace e meno accessi ai tribunali. Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede descrive così i provvedimenti adottati per limitare il rischio contagio nei Palazzi di Giustizia, annunciando le misure inserite nel decreto Ristori e contenute nel cosiddetto "pacchetto giustizia".

Misure che consentono agli avvocati di depositare atti telematicamente o via pec, al personale amministrativo di accedere da remoto ai registri di cancelleria e di individuare gli strumenti per consentire lo svolgimento a distanza delle udienze civili e penali.

Deposito degli atti. Con le nuove norme diventa obbligatorio depositare documenti, memorie, istanze e, più in generale, tutti gli atti previsti dall'avviso di conclusione delle indagini preliminari attraverso il portale del processo penale telematico, che costituirà il punto unico di accesso non solo per il deposito, ma anche la consultazione dei fascicoli. Il ministero ha inoltre stabilito l'attivazione di circa 1.100 caselle di posta elettronica certificata degli uffici giudiziari, che gli avvocati potranno utilizzare per l'invio della documentazione. Il duplice scopo è quello di semplificare, limitando al contempo il rischio di contagio negli uffici giudiziari.

Registri di cancelleria. Con l'aumento dello smart working per i dipendenti pubblici si è reso anche necessario un intervento per migliorare la sicurezza informatica dei sistemi e consentire, così, l'accesso da remoto ai registri di cancelleria. Un'esigenza, questa, più volte evidenziata dall'avvocatura ma anche dai lavoratori della giustizia, cancellieri in primis.

Il ministero ha scelto Napoli come distretto pilota per la fase sperimentale, per passare poi all'implementazione sui registri informatici dei Tribunali e delle Corti di appello, con le modifiche che consentiranno ai dipendenti di accedere ai registri di cancelleria del contenzioso civile, del rito del lavoro e della volontaria giurisdizione (Sicid), oltre a quelli delle procedure concorsuali ed esecutive (Siecic). Ma non solo: sarà possibile accedere anche ai registri penali. Per il processo di digitalizzazione via Arenula ha speso 16 milioni di euro, destinati all'acquisto di 16.900 pc portatili dotati di precisi requisiti di sicurezza, in larga parte già in distribuzione.

Attività da remoto. Per lo svolgimento a distanza delle udienze civili "vengono specificati i servizi resi con canali di comunicazione criptati su rete telematica pubblica utilizzabile sia dall'interno sia dall'esterno della Rete unitaria giustizia, senza sala regia e capaci di assicurare il collegamento audiovisivo a distanza sino a un massimo di 250 partecipanti". Per le udienze penali a distanza, oltre ai collegamenti utilizzati per le udienze civili, "si fa riferimento anche a quelli audiovisivi tra l'aula di udienza e il luogo della custodia, sempre con canale di comunicazione criptato interno alla Rug, con sala regia dedicata".

Polemica sul dl Ristori bis. Ma intanto continua la polemica sulle previsioni del dl Ristori bis, che cartolarizza il processo d'appello prevedendo una sospensione dei termini della prescrizione e un prolungamento di quelli per la custodia cautelare. "Questa norma snatura il processo di appello. Le statistiche sulle riforme in appello di sentenze impugnate dovrebbero indurre il ministro Bonafede a tornare sui suoi passi e mantenere tutte le garanzie del secondo grado di giudizio - ha commentato Carolina Varchi, deputato di Fratelli d'Italia e capogruppo in commissione Giustizia -. Questa norma non ha alcun impatto sulla prevenzione dei contagi: Bonafede è ostaggio della tecnocrazia ministeriale che vuole snaturare l'attività dei difensori a tutela dei cittadini abolendo le garanzie del giusto processo". Per Fiammetta Modena, di Forza Italia, "i Tribunali sono nuovamente travolti e pagano i ritardi perché nei mesi precedenti non sono stati assunti provvedimenti ha sottolineato -. Le norme dei "decreti Ristori" incidono su alcuni aspetti, ma lasciano aperte le voragini organizzative e non intervengono sulla richiesta, formulata dalla commissione Giustizia del Senato, di normare il legittimo impedimento degli avvocati malati di Covid, né tanto meno sulla previsione dei sostegni per i magistrati onorari in servizio".