sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Federico Gottardo

La Repubblica, 9 gennaio 2026

Hanno preso servizio nelle ultime settimane e qualcuno ha fatto i primi turni proprio a cavallo di Natale: è la “carica” dei magistrati ordinari che hanno finito il loro tirocinio e che a fine 2025 hanno riempito le carenze che si trascinavano da tempo negli uffici giudiziari di tutto il Piemonte. “Avevo segnalato i vuoti d’organico in tutte e 11 le procure del distretto - ricorda la procuratrice generale Lucia Musti - Ora registro con soddisfazione che il Consiglio superiore della magistratura, che ringrazio, ha accolto la mia segnalazione”. Ma l’emergenza è tutt’altro che finita.

A partire dai “precari della giustizia”, i 500 lavoratori assunti con il Pnrr e con il contratto in scadenza al 30 giugno: “Noi magistrati inquirenti non ne abbiamo beneficiato perché lavorano con i giudici - spiega ancora Musti - Ma è un’ulteriore criticità che si aggiunge a quelle che già abbiamo: rimane altissima la carenza del personale amministrativo, con una scopertura media del 51% in tutti gli uffici requirenti del più grande distretto d’Italia per numero di sedi giudiziarie. È un grosso problema, che rimarrà anche quando saranno immessi in servizio i nuovi assistenti: ne sono previsti 290, ripartiti tra tribunali e procure”.

C’è poco da esultare, quindi, nelle aule e negli uffici giudiziari. Anche se l’arrivo dei nuovi magistrati è stato vissuto come “il passaggio di una stella cometa, qualcosa che capita quasi ogni duemila anni”. La definizione è della procuratrice dei minori, Emma Avezzù, che aveva lanciato appelli pubblici proprio per risolvere le mancanze della sua procura, che si occupa dell’intero Piemonte. Ora l’ingresso delle pm Cecilia Boldo e Valeria De Lorenzo significa una crescita del 50% rispetto alla situazione precedente, con il passaggio da quattro a sei magistrati inquirenti.

Anche a Ivrea sono arrivate buone notizie, con sette nuovi giudici e due pubblici ministeri. Così il tribunale dovrebbe essere finalmente a pieno organico mentre in procura restano 9 pm contro gli 11 previsti, visto che altri due magistrati se ne sono andati. E non si risolverà il problema che si trascina dal 2014, quando la riforma ha cancellato altri tribunali e ha triplicato le competenze di quello di Ivrea (passato da un territorio di 150mila persone a uno da 515mila). Il personale continua a mancare, con solo il 45% dei dipendenti previsti, e il lavoro si accumula, con maxi inchieste da gestire: dalla strage di Brandizzo alla tragedia delle Frecce tricolori, fino all’indagine sull’Asl To4. Eppure il Ministero della Giustizia non è mai intervenuto, nonostante la procuratrice Gabriella Viglione non perda occasione di denunciare la situazione. Ora si aggiunge anche Musti: “Io ho ripetutamente richiesto al Ministero di rivedere la pianta organica e istituire la figura del procuratore aggiunto a Ivrea, che è la seconda procura del distretto del Piemonte.

È una figura prevista dove ci sono almeno 10 sostituti procuratori, dato che non è stato considerato: serve una modifica di legge”. Anche a Torino, fra pensionamenti e scadenze, mancano tutti e quattro i procuratori aggiunti previsti: la novità sarà il ritorno a Torino di Roberto Sparagna, che dovrebbe occuparsi di sicurezza sul lavoro (il pool nato con Raffaele Guariniello, vacante da quando Vincenzo Pacileo è andato in pensione un anno fa). Ma non si sa ancora quando prenderà servizio.

Una delle note positive è la nomina dei procuratori capo, attesa da tempo: “Finalmente ci sono tutti - evidenzia Musti con soddisfazione - A novembre hanno preso servizio Cesare Parodi ad Alessandria e Ilaria Calò a Vercelli. Biella era vacante da un anno e quattro mesi, l’ufficio è stato retto da Ruggero Crupi e il 19 dicembre ha preso le funzioni Mario Andrigo. A Novara è prossimo il pensionamento del procuratore Giuseppe Ferrando ma il Consiglio superiore della magistratura ha già bandito il posto e pertanto sono fiduciosa”.