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di Paola D’Amico

Corriere della Sera, 8 luglio 2024

I risultati del primo studio pubblicato sulla rivista dell’American Medical Association sono la conferma scientifica che questa emozione ha un impatto sulla salute. Sotto esame una popolazione di quasi 50mila infermiere anziane. Scriveva Cicerone che la gratitudine è non solo la più grande delle virtù ma la madre di tutte le altre. Ed era sicuramente già evidente a chi quasi sessant’anni fa propose di celebrarla con una Giornata mondiale, che è una emozione umana potente che ha un impatto anche sulla nostra salute, sul benessere. Ora, però, si aggiunge uno studio scientifico - pubblicato su JAMA Psychiatry, una rivista medica dell’American Medical Association, jamanetwork.com - a validarne l’indiscutibile ruolo nell’allungare la vita. Concedersi del tempo nella giornata per sentirsi grati dovrebbe diventare in sostanza qualcosa di simile all’igiene personale. Un po’ come spazzolare la propria anima come si spazzolano i denti.

Calano i tassi di morte precoce - La ricerca sugli effetti della gratitudine o dell’essere grati sul rischio di mortalità ha dimostrato che, indipendentemente dai classici indicatori di mortalità come la salute cardiovascolare, il fumo e il carico di malattie croniche, le persone grate mostrano tassi di morte precoce inferiori rispetto ai coetanei meno grati. Già nota, dicevamo, era l’associazione della gratitudine a migliori biomarcatori per il colesterolo, alla funzione del sistema immunitario, ai livelli di infiammazione e al rischio di malattie cardiovascolari, oltre che a minori rischi di depressione e a una migliore adesione a pratiche igieniche sane come l’esercizio fisico e il buon sonno. Ma fino ad oggi erano molto scarse le informazioni sui suoi effetti sulla mortalità. Questo è dunque un primo studio che ha preso in esame oltre 49.000 donne anziane che esercitavano o avevano esercitato nella loro vita la professione infermieristica.

Il campione dello studio - La gratitudine è stata valutata con il “Questionario della gratitudine”: 6 domande con una serie di risposte tra cui scegliere come, ad esempio, “Se dovessi elencare tutto ciò per cui sono grato, sarebbe una lunga lista” e “Ho così tante cose nella vita per cui essere grato”. L’età media delle infermiere che hanno risposto alle domande sulla gratitudine era di 79 anni e, alla fine del 2019 quando lo studio era ancora in corso, 4.068 di loro erano morte. Se si considerano le persone decedute, i punteggi più alti di gratitudine sono stati associati a una riduzione del rischio di morte del 29%. Quando si controllava l’anamnesi di malattie cardiache, ictus, cancro e diabete, la gratitudine era ancora associata a un rischio di morte ridotto del 27% e del 21% dopo aver controllato le abitudini di vita come il fumo, l’esercizio fisico, il consumo di alcol e una dieta sana.

Il diario della gratitudine - Benjamin Levine, medico e fisiologo, sostiene da sempre che l’attività fisica dovrebbe essere monitorata negli ospedali come un segno vitale, equivalente alla temperatura e alla pressione sanguigna. E che le persone dovrebbero considerare l’esercizio fisico come un’igiene personale, piuttosto che come qualcosa che compone uno “stile di vita sano”. Ma questo nuovo studio suggerisce che anche concedersi del tempo nella giornata per sentirsi grati dovrebbe essere qualcosa di simile all’igiene personale. Tenere un diario della gratitudine, invitare i membri della famiglia ad annunciare ciò per cui sono grati all’inizio di un pasto insieme, sono tutti modi validi per aprire la mente ai sentimenti di gratitudine.

Cosa fare - Ricordiamoci di Seneca, Seneca, il quale nelle Lettere a Lucilio scrive che chi mostra gratitudine, come chi fa del bene a un altro, in realtà fa un regalo a se stesso: “Il guadagno di un’azione virtuosa consiste nell’averla compiuta”. Mettere dei promemoria dove si possono vedere, legare un nastro intorno alla maniglia di una porta per ricordare ogni volta che si esce di casa che ne abbiamo una, o mettere uno sfondo sullo smartphone che ci ricordi di essere grati per le cose che abbiamo ogni volta che accendiamo lo schermo. Oltre ad aiutare a sentirsi meglio durante la giornata, secondo lo studio, potrebbe salvarci la vita.