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di Luca Marconi

Corriere della Sera, 23 settembre 2025

A Napoli l’inaugurazione dell’anno scolastico: “L’Intelligenza Artificiale non diventi potere contro chi la adopera, occorre capacità critica”. A Mattarella le richieste degli abitanti dell’area flegrea per la messa in sicurezza delle case. “La guerra? Purtroppo c’è il male, la cattiveria e la prepotenza, se c’è in piccolo nella vita quotidiana, c’è in grande nella politica internazionale. Ed è incomprensibile perché danneggia tutti, nessuno vince. È priva di senso e ragionevolezza. Per questo voi bambini siete importanti per fare crescere la consapevolezza in tutti che occorre allontanare questo pericolo”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rispondendo ad una domanda di uno dei bambini ricoverati nell’ospedale pediatrico Santobono-Pausilipon di Napoli. “Questa consapevolezza che manifestate - ha aggiunto - è preziosa, perché in futuro la vostra generazione sarà in grado di fare più e meglio di quanto fatto dalla mia generazione”.

Il Presidente si è accompagnato col ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. I bambini hanno preparato diversi disegni che sono stati mostrati a Mattarella e al ministro e non potevano non avere per tema il genocidio perpetrato da Israele a Gaza e professato dalle sue massime autorità con dichiarazioni inequivocabili, a partire dal presidente Herzog. 

Il Presidente della Repubblica è stato invece all’Istituto professionale per i servizi dell’enogastronomia e dell’ospitalità alberghiera “Rossini” per la cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico 2025/26. All’evento, dal titolo “Tutti a scuola”, le delegazioni di numerosi istituti scolastici. Ad accoglierlo il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e il sindaco Manfredi. Tra gli ospiti seduti in platea vari personaggi del mondo della cultura, dello sport e dello spettacolo. Qui Mattarella ha parlato invece di bullismo: “Talvolta la violenza si manifesta in modalità meno evidenti, almeno per noi adulti, e c’è anche la violenza gratuita della prepotenza e del bullismo. E poi ci sono i social come armi che colpiscono in profondità”. Il bullismo va “contrastato con tenacia”. Mentre la divergenza di opinioni, nel contraddittorio motivato, colto e onesto intellettualmente, per Mattarella è sempre una ricchezza: “La scuola è il luogo dell’apertura, ove si valorizzano i talenti di ciascuno e deve regnare la consapevolezza che le diversità delle opinioni sono una ricchezza da difendere. Una libertà conquistata a caro prezzo dal nostro Paese”. E poi: “La nostra Costituzione stabilisce che la scuola è aperta a tutti: è l’affermazione di un diritto” come è un dovere quello di “integrare tutti, tutti”, “sconfiggendo l’abbandono”. Pertanto “occorre l’impegno che la scuola sia ovunque” e “l’impegno per includere chi è svantaggiato”. 

Non a caso il Presidente è stato anche a Nisida, all’istituto penale minorile dove, a sorpresa, è apparso anche Lorenzo Jovanotti. “La scuola è lo strumento, il veicolo per il futuro. Il futuro riguarda tutti, ovunque ci si trovi: ci si scopre nella scuola, si costruisce l’avvenire”, ha detto Mattarella annunciando poi la visita al Santobono: “Ora vado in ospedale dove c’è una scuola per bambini degenti e quindi riguarda chi segue un percorso di recupero e rilancio proprio come voi. C’è una cosa a cui penso sempre: ciascuno di noi è una persona unica al mondo, non ce n’è un’altra uguale. Però c’è da costruire la vita come voi fate qui con la scuola, la musica e il teatro. Ognuno di noi ha un programma di vita, auguri per il futuro e per quello che fate qua. Vi auguro di essere protagonisti della vostra vita”. 

E Lorenzo Jovanotti: “Io credo nella scuola, a me ha dato moltissimo, ho scoperto a scuola le mie potenzialità, ho definito i miei orizzonti e li ho allargati. Avere l’occasione di inaugurare col Presidente l’anno scolastico è per me un onore”. E poi: “Umilmente mi unisco agli studenti che, pacificamente, stanno manifestando nelle piazze italiane per chiedere la fine delle uccisioni ingiustificate a Gaza”. 

Un gruppo di circa 100 giovani è partito da viale Kennedy a Napoli per una manifestazione in occasione dell’arrivo del presidente della Repubblica, con bandiere della Palestina. Il gruppo ha raggiunto l’ingresso della ex base Nato, molti manifestanti erano del quartiere di Bagnoli, che soffre per il bradisismo, ai quali si è aggiunta l’Unione degli Studenti con colori palestinesi. “Al Presidente Mattarella oggi portiamo una richiesta, affinché la filiera istituzionale dal governo faccia il possibile per gli abitanti di Bagnoli”, ha detto Walter, uno degli attivisti dell’Assemblea Popolare Flegrea, che alla fine della manifestazione alla ex base Nato è stato ammesso all’incontro con il Capo dello Stato per la consegna di un documento di richieste.

 “In questo momento - ha spiegato Walter - ci sono ancora sgomberati e persone a cui non è stato destinato alcun tipo di contributo per poter mettere a posto i danni che hanno subito dopo la scossa del 13 marzo. C’è quindi oggi un quartiere di Napoli che soffre, un territorio che non può capire come sopravvivere e nel frattempo si organizzano grandi eventi come la Coppa America. Abbiamo palazzi che cadono a pezzi con il bradisismo ancora in corso. Quello che chiediamo - conclude - è la messa in sicurezza del territorio e un miglioramento sismico dei palazzi vulnerabili”.

Particolarmente interessante, infine, l’approccio del Capo dello Stato all’Intelligenza Artificiale, che è già strumento di controllo adoperato massicciamente nelle tecnologie cosiddette della sicurezza. Mattarella, sempre al Rossini, dice che “lo studio, i compiti a casa, le analisi, il pensiero stesso sono messi alla prova” dall’uso dell’intelligenza artificiale. “La tentazione della scorciatoia di affidarle la soluzione dei compiti scolastici porta alla povertà culturale, addormenta l’intelligenza di ciascun studente. Da strumento può trasformarsi in potere contro chi la adopera”.

E poi, sull’inclusione e l’abuso dei social, che richiedono un raddoppio dell’attenzione nella scuola: “La persona, ogni persona, non può realizzare sé stessa se condannata alla solitudine in una dimensione soltanto virtuale. Anche a questo riguardo si riafferma un basilare valore della scuola: costruire una comunità. I giovani hanno bisogno di amicizie. Insieme, guardandosi negli occhi, nascono idee e sgorgano sentimenti, si sperimenta la vita. L’assenza di questi elementi fa crescere disagio ed emarginazione”. Dunque “l’uso della tecnologia digitale non può avvenire nel segno dell’incoscienza dei suoi potenziali effetti che possono portare all’appiattimento, alla omologazione. Occorre adoperarsi perché ogni ragazzo possa costruirsi una capacità critica, una struttura della conoscenza che gli consenta di scegliere, di avere autonomia”.