di Alessandro Di Matteo
La Stampa, 9 aprile 2023
Il Pd prepara una proposta. Zan: “La destra contro le famiglie arcobaleno. Sì alle adozioni e al riconoscimento dei figli”. Lepri: “Non si risolve così”. È stata una delle prime iniziative di Elly Schlein da segretaria e a breve diventerà una proposta di legge vera e propria: il Pd va avanti con la battaglia sui diritti per le famiglie arcobaleno, impegno preso dalla leader dem alla manifestazione di Milano a marzo.
Tanto più di fronte a quello che Alessandro Zan definisce una “criminalizzazione delle famiglie omogenitoriali da parte del governo della destra, che fa come Orbàn in Ungheria”. Ma il tema è delicato, non solo a destra, visto che l’Europa intima a tutti gli stati di “tutelare i figli delle coppie gay”, come diceva venerdì a La Stampa il presidente della Corte di Giustizia Ue, Koen Lenaerts. Anche nel nuovo Pd i apre una faglia: l’ala cattolica del partito - che già da settimane ha fissato alcuni paletti - ora è ancora più in allerta dopo il varo di una segreteria molto a sinistra su questi temi.
Già diversi esponenti di primo piano del Pd, nelle scorse settimane, hanno invitato a tener conto del pluralismo interno: Graziano Delrio, Pierluigi Castagnetti, lo stesso Romano Prodi. I cattolici chiedono pari dignità. Nella composizione della segreteria “un pizzico di attenzione in più sarebbe stata utile”, dice Alfredo Bazoli, deputato. E Stefano Lepri, membro della direzione e ideatore dell’assegno familiare unico, aggiunge: “La scelta della segretaria è legittima. Continuiamo certamente ad essere nel Pd. L’importante è che nel partito plurale siano rappresentate tutte le voci… Se venisse meno l’agibilità politica dovremmo riflettere”.
Di certo, il tema dei diritti delle famiglie arcobaleno è nel Dna della nuova segretaria e la posizione del governo Meloni su questo argomento è un motivo in più per rilanciare la battaglia. Dice Zan: “La proposta di legge della maggioranza per rendere “reato universale” la “gestazione per altri” è solo un’ulteriore mossa della destra per colpire le famiglie omogenitoriali”.
Il Pd non lo accetterà: “Nessuno di noi propone la legalizzazione della maternità surrogata. La nostra proposta prevede matrimonio egualitario, adozioni e riconoscimento dei figli alla nascita”. Precisazione non è sufficiente per i cattolici. Dice Lepri: “Che non si voglia legalizzare la maternità surrogata lo apprezziamo, vuol dire che ha fatto effetto la discussione sui limiti e sulla mercificazione del corpo della donna. Su tutto il resto però non si risolve così la questione. C’è un salto logico nel dire no alla maternità surrogata, però registriamo i figli...”.
È questa la linea dei cattolici: no ad “automatismi”, l’adozione del figlio del partner si deve valutare “caso per caso”. Zan assicura che il confronto “ci sarà”, ma aggiunge: “Però c’è anche una linea chiara che è uscita da questo congresso. Si discute, ma poi si fa sintesi e si deve rispettare quello che hanno deciso gli elettori del Pd”.











