di Fabrizio Schirripa
Left, 17 aprile 2020
Sono un medico, aspirante specializzando in psichiatria e lavoro presso uno degli istituti penitenziari più grandi e importanti del Lazio. Ho avuto modo di leggere gli articoli comparsi su Left in merito alla situazione delle carceri in Italia. Ho sentito l'esigenza di scrivere questo messaggio per raccontare la mia realtà, il racconto di chi il carcere lo vive da dentro, da chi tutti i giorni entra a contatto con una realtà che da fuori può soltanto essere immaginata.
Una realtà amara, nella quale molto spesso viene persa ogni possibilità di cura intesa come dovrebbe essere; cura dell'essere umano, in tutti i suoi aspetti fisici e psichici. Aleggia sempre l'idea di fondo che il detenuto, qualsiasi reato egli abbia commesso, non meriti le attenzioni o anche solo l'interesse umano, volto a migliorare la sua condizione. Riprendendo quello che è stato scritto nell'articolo di Massimo Ponti sull'ultimo numero di Left, è doveroso secondo me aggiungere che prima di arrivare a parlare di esigenze e di cura per il benessere mentale, bisogna farsi carico della soddisfazione dei bisogni primari, primo fra tutti la cura rapida ed efficace delle malattie del corpo.
Visito tutti i giorni decine e decine di detenuti, a volte per richiedere un esame, un accertamento diagnostico, una visita specialistica passano anche intere settimane e non solo per mancanze strutturali, Si cerca di accontentare i detenuti per quel che si può (o per quel che si vuole) cercando di mantenere gli equilibri necessari, fino a che poi non entra in gioco qualcosa che rompe questi equilibri, come è successo con il dilagarsi della pandemia da Covid-19 arrivata fino a dentro le mura dei penitenziari, scatenando rivolte e tutto quello che ci è stato proposto dai media.
Per chi come me ha un'idea e un interesse verso gli esseri umani che è molto distante da questa realtà è difficile continuare a vedere certe cose, ed è molto dura cercare di cambiare qualcosa soprattutto quando ti ritrovi da solo a farlo. Molti hanno commesso reati anche spregevoli è vero, ma rimangono esseri umani. E se è vero che pagano i loro reati con la privazione della loro libertà personale, la libertà di essere esseri umani quella non gliela deve togliere nessuno.










