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di Beppe Severgnini

Corriere della Sera, 17 aprile 2022

Mini sondaggio: “Quale @Twitter volete? Un luogo dove si possa insultare, diffamare e mentire impunemente? O un posto dove si è liberi di esprimersi rispettando la legge?”.

Twitter si è rivelato un formidabile strumento di comunicazione collettiva. Forse perché non intende far concorrenza al giornalismo, ma lo affianca. Forse perché opera, per natura, contro il totalitarismo (che prova a usarlo, ma non è capace). Forse perché, tra tutti i social, è quello che si presta meno a intrusioni pubblicitarie: alla lunga, tendono ad adulterare il prodotto. Twitter è la finestra cui possono affacciarsi tutti, e diffondere le proprie novità, i propri dubbi e le proprie paure. Non c’era bisogno della guerra in Ucraina, per capirlo.

L’uomo più ricco del mondo, Elon Musk, ora intende comprarselo. L’annuncio ha scatenato due reazioni diverse. C’è chi sospetta che voglia farne un megafono planetario; e chi teme che il padre della Tesla lo trasformi in un’immensa arena dove tutto è consentito. Insultare, diffamare, minacciare, diffondere notizie false e pericolose. Un social dove chiunque può essere accusato di qualunque cosa, e non ha modo di difendersi. Risalire all’identità dietro un account è faticoso, non solo in Italia: il destino di quasi tutte le denunce è l’archiviazione.

Questa possibilità preoccupa le persone di buon senso: ma quante sono? Quanti sono in grado di capire che, se tutto fosse ammesso, Twitter diventerebbe una fogna? Elon Musk, come ha ricordato Massimo Gaggi, è “un libertario con tendenze anarchiche e un certo gusto per il surreale”. Si rende conto che rischia di distruggere un’invenzione geniale? Già oggi l’anonimato rende possibile attacchi vergognosi e azioni pericolose (come il rovesciamento del voto Usa, tentato dagli estremisti trumpiani). Quanti se ne rendono conto?

Per capirlo, ho tentato un piccolo esperimento pasquale. Ho lanciato un sondaggio su Twitter: “Quale @Twitter volete? Un luogo dove si possa insultare, diffamare e mentire impunemente? O un posto dove si è liberi di esprimersi rispettando la legge?”. Nelle prime otto ore hanno votato 5.523 persone (una ogni 204 fra 1.130.000 follower). Risultato: per la libertà senza regole 67,3%, per la libertà nella legge 32,7%. È vero: sui social, gli esagitati sono più loquaci. Ma resta un cattivo segnale: c’è chi non capisce, o non vuol capire. Buona Pasqua a tutti.