di Maurizio Turco e Irene Testa*
partitoradicale.it, 9 luglio 2026
La lettera con cui i Presidenti dei Tribunali di Sorveglianza si rivolgono al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella conferma, purtroppo, ciò che il Partito Radicale denuncia da anni: la magistratura di sorveglianza è stata progressivamente abbandonata, nonostante svolga una funzione essenziale per garantire il rispetto della Costituzione e dello Stato di diritto. Già con la campagna ‘Giustizia #24’ avevamo denunciato numeri impietosi: appena 230 magistrati di sorveglianza, uffici con scoperture di personale che arrivano al 50%, chiamati a vigilare su 190 istituti penitenziari, a seguire decine di migliaia di persone in esecuzione penale esterna e a smaltire un arretrato enorme di pratiche. Già nel 2024 il Partito Radicale aveva promosso una campagna dedicata proprio alla magistratura di sorveglianza. Quell’allarme è rimasto inascoltato. Oggi l’appello dei Presidenti dei Tribunali di Sorveglianza conferma che quelle denunce erano fondate.
Il Presidente della Repubblica, garante della Costituzione, non può ignorare questo grido d’allarme. La magistratura di sorveglianza garantisce che l’esecuzione della pena sia conforme alla legge, tutela i diritti delle persone detenute e rende effettivo l’articolo 27 della Costituzione. Indebolire questi uffici significa indebolire lo Stato di diritto e aggravare una crisi delle carceri segnata da sovraffollamento, violazioni dei diritti e un numero ormai intollerabile di suicidi. Per questo condividiamo pienamente l’appello rivolto al Capo dello Stato e chiediamo al Governo di assumersi finalmente la responsabilità politica di affrontare una crisi che riguarda il rispetto della Costituzione e dei diritti fondamentali. Le carceri continueranno a essere fuori dalla legalità costituzionale finché chi è chiamato a far rispettare il diritto sarà lasciato senza gli strumenti necessari per svolgere il proprio lavoro.
*Segretario e Tesoriera del Partito Radicale










