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di Carla Chiappini

 

Ristretti Orizzonti, 28 febbraio 2015

 

In merito alla chiusura della redazione del giornale "Sosta Forzata" dopo undici anni di attività la direttrice del carcere motiva con una difficoltà di approccio e di relazione con la direttrice della testata, cioè con me. Come replicare? La dottoressa Zurlo dice proprio la verità. È evidente che abbiamo due visioni del mondo non solo divergenti ma proprio opposte. Può darsi che abbia ragione lei e, in ogni caso, è lei che comanda. Questo è chiarissimo. A Napoli dicono che chi tiene in mano vince! E io in mano non ho niente. Anche questo è chiarissimo.

Posso contare solo su una grande passione, tanto lavoro, tanto studio e una coscienza molto serena. Ho lavorato un anno nel carcere di Bollate, spesso frequento il Gruppo della Trasgressione nel carcere di Opera, ancor più spesso la redazione di Ristretti Orizzonti a Padova. All'inizio del mio impegno sono andata a formarmi sul carcere e sulla pena dai Gesuiti del Centro San Fedele a Milano, la scuola del Cardinale Martini. Un percorso lungo e molto denso in cui ho incontrato testimoni straordinari. Non ho trascurato nulla nel tentativo di svolgere al meglio il mio compito.

Tratto le persone come persone ovunque e, quindi, anche in carcere. Accolgo con grande rispetto e cura le loro storie, i loro pensieri e le loro paure. Non sono mai stata compiacente nei confronti delle loro scelte criminali. Affronto la discussione a viso aperto e non ho paura della replica. C'è anche chi mi ha contestato e ha smesso di frequentare la redazione. Pochi per la verità ma è successo. Ho alcune bellissime lettere di scuse che sono solo mie.

Per il resto sono molto dispiaciuta ma anche consapevole di quanto di buono ha fatto il nostro piccolo, piccolissimo giornale nello sforzo di mantenere un dialogo tra le persone ristrette e i cittadini in libertà. Questa a mio avviso è la sola strada per crescere: conoscersi, confrontarsi, parlarsi. Con onestà. E con grande rispetto. Dò rispetto, pretendo rispetto. Per le tante persone che nel corso degli anni si sono fidate, hanno scritto di sé con coraggio e generosità e per me che ho camminato con loro. Questo è tutto. Il resto troverà risposta in altra sede.