sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Errico Novi

Il Dubbio, 23 ottobre 2026

Linea dura del ministro dopo gli scontri di Milano. E Salvini: “In città esercito con lince e droni”. Il progetto di ampliare le carceri è annunciato dal governo con regolare periodicità, senza riscontri misurabili. Oggi però il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha scartato di lato, con una previsione che si confonde nella minaccia: “Una serie di arresti massicci nei confronti di minori non era mai avvenuta: vi sono dei momenti in cui è necessario purtroppo spedire dietro le sbarre questi minori violenti, e il sistema carcerario minorile in questo momento è effettivamente in sofferenza”.

Nell’intervista a SkyTg24, il guardasigilli non sembra riferirsi solo ai giovanissimi fermati sabato a Milano ma anche ad arresti del prossimo futuro, dati dunque per scontati. Ma è ancora più allarmante la strada che il ministro ipotizza per aggirare il limite fisico: “Abbiamo fatto una riunione per cercare di risolvere il problema”, e la soluzione consisterebbe nello stanziamento dei “pochi fondi che abbiamo per ampliare la capienza delle carceri giovanili” ma, “eventualmente” anche nella ricerca di “accordi” per fare in modo che “settori di carceri e di istituti penitenziari destinati ai maggiorenni possano essere invece destinati ai minori”.

Considerato il ritmo del piano per aumentare la capienza delle galere, di fatto impercettibile, l’allargamento degli Ipm, gli istituti di pena per i minorenni, appare lontanissimo, ed è perciò raggelante la prospettiva di cadere nell’unica opzione residua, cioè ammassare gli under 18 nelle prigioni per adulti già stracolme al 143 per cento. Un incubo, che rischia però di tradursi in realtà con le norme del decreto sicurezza, in particolare con l’estensione ai minori dell’arresto in flagranza. Certo, c’è l’estremo baluardo della magistratura minorile (e non a caso le toghe progressiste di AreaDg hanno subito rintuzzato Nordio con l’appello per uno Stato che “non deve limitarsi a punire chi sbaglia” ma “anche impegnarsi affinché un ragazzo possa scegliere una strada diversa”).

In ogni caso, il combinato disposto fra le possibili repliche degli scontri milanesi e la linea dell’Esecutivo fanno temere il peggio. D’altra parte, gli esponenti delle opposizioni più informati sulla materia smontano, fanno a pezzi, le prospettazioni di via Arenula. Che, dice per esempio la vicepresidente dem del Senato Anna Rossomando, “sono surreali. Mentre attendiamo ancora il famigerato piano di edilizia carceraria, il ministro”, per la senatrice del Pd, “si autosmentisce: come si può pensare di ampliare la capienza di carceri minorili che lo stesso Nordio definisce ‘un sistema in sofferenza’? E ancora, come si può pensare di andare a gravare su un sistema carcerario che vede un tasso di sovraffollamento al 140%? Ormai siamo all’improvvisazione pura”.

Durissimo, tra gli altri, anche il deputato 5 Stelle, e vicepresidente della Camera, Sergio Costa: a suo giudizio, il guardasigilli ignora che “la separazione tra minori e adulti è un presidio previsto dalla convenzione Onu sui diritti dell’infanzia: collocare ragazzi in istituti pensati per altro, a contatto con il crimine adulto e senza percorsi educativi, significa rischiare di produrre proprio la delinquenza che si dice di voler combattere”, attacca il parlamentare del Movimento. Esperto della realtà carceraria è anche il segretario della Uil Fp-Polizia penitenziaria Gennarino De Fazio: “Pensare che ristretti del circuito minorile possano essere allocati nelle carceri per adulti, già con il 143% di sovraffollamento e con una serie di problematiche ulteriori, appare suscettibile di mandare in default operativo l’intero apparato”. Certo, la linea dell’Esecutivo sulla sicurezza tocca una quota estrema con le parole di Matteo Salvini, che in vista del nuovo corteo di domani a Milano immagina parà dotati di “lince” e di “droni”. Una scena dall’inquietante analogia con la guerra in Ucraina.