di Massimo Lensi
Il Domani, 24 giugno 2024
Il ministro Carlo Nordio ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano di Confindustria. Sulle politiche penitenziarie, Nordio sostiene diverse narrazioni: il sovraffollamento è una “patologia sedimentatasi nel tempo”. Vero. Il populismo penale piace a tutti. Poi che il governo ha deciso di incrementare risorse aggiuntive per il carcere. Perbacco, e come saranno utilizzate? E il ministro Giorgetti che ne pensa? La risposta. Nuove risorse per la dotazione organica del personale penitenziario e nuovi padiglioni, e per semplificare la procedura per la liberazione anticipata (ovvero “ordinaria”, già in vigore, mentre quella “speciale” è nel mondo dei sogni).
Niente di particolare, solo promesse che, per come vanno le cose, hanno bisogno di tempo per realizzarsi e potrebbero rimanere al palo. I nuovi padiglioni (otto per la precisione), per esempio, fanno parte dei progetti delle nuove politiche penitenziarie dai tempi del governo Draghi e del Pnrr. Inoltre che sarebbe opportuno affidare a un organo collegiale l’attribuzione della competenza dell’ordinanza per la custodia cautelare.
Non cambierebbe niente sul fronte dei numeri. I ristretti, per esempio, con un residuo di pena inferiore di tre anni sono aumentati dal 36 percento al 48 percento (fonte, Rapporto Antigone) a causa del fenomeno dell’innalzamento delle pene. Togli di qua, aggiungi di là. È il populismo penale, bellezza! Nordio ha parlato anche dei detenuti stranieri: ar scontare loro (circa ventimila) la pena nei loro paesi di origine è un’antica bufala che, per mille motivi tra cui le convenzioni internazionali e i trattati bilaterali, fa sempre il suo bell’effetto.
Brand di successo. Ha proposto poi nuove comunità (“educanti”, come ha spiegato di recente in un’altra intervista il sottosegretario Ostellari) per i detenuti tossicodipendenti, imputati per reati minori (16.800 il numero complessivo degli imputati per reati minori e gravi). Qui Nordio confida nella letteratura di fantascienza mista a un pessimo saggio sulla sussidiarietà orizzontale di natura cooperativa. Chi consiglia a un liberale (sic!) questa letteratura consociativa? Non ha lasciato fuori nemmeno le azioni di prevenzione dei suicidi in carcere.
Un gruppo di lavoro sta studiando i provvedimenti insieme all’Agenzia per l’Italia digitale con il supporto della tecnologia. Ministro Nordio, è mai entrato in un istituto penitenziario? Non si riescono a garantire le telefonate dei detenuti e lei pensa veramente al “carcere digitale”? In un ex convento del Settecento oppure in quei casermoni di cemento armato che cascano a pezzi come Sollicciano. Via, ministro, non si prenda in giro da solo. È in arrivo un’interessante estate in carcere, tranne che per chi ci sta dentro: in esecuzione di pena, o per lavoro.










