di Antonio Rapisarda
Libero, 9 marzo 2020
I detenuti chiedono tutele contro il virus. Salvini: "Non diventi una scusa per aprire le celle". Dopo il primo focolaio esploso sabato a Salerno, la rivolta delle carceri - alimentata dalla psicosi e dal blocco dei colloqui causati dall'allarme Coronavirus - ha "contagiato" ieri diversi istituti in tutta la penisola: da Frosinone, con una sommossa di cento detenuti barricati in un reparto, alla sollevazione con tanto di incendio avvenuta nel penitenziario di Sant'Anna di Modena, così come a Foggia e a Poggioreale dove i carcerati si sono recati sul tetto di passeggio per protestare contro le decisioni del governo.
Una reazione descritta telegraficamente dal Sap: "Decine di detenuti sono saliti sui muri, in alcuni casi bruciando materassi, chiedendo provvedimenti contro il rischio dei contagi dal Coronavirus all'interno della struttura", ha spiegato il segretario del sindacato autonomo di polizia Aldo Di Giacomo. Nessuna evasione, come era stato ventilato durante la giornata, ma di certo una giornata di grandi tensioni nelle carceri dove la paura dell'epidemia e la frustrazione dei detenuti si accompagnano alle richieste che da tempo la polizia penitenziaria ha lanciato, senza ricevere risposta, al governo e al ministro della giustizia Bonafede.
È proprio l'esponente pentastellato - del quale ieri non è giunta nemmeno una parola a commento - a finire sul banco degli imputati: "Dovrebbe rammentare di non aver ricevuto un'investitura divina", ha sbottato Gennarino De Fazio, responsabile Uil-Pa Polizia Penitenziaria, "non si dica che quanto sta accadendo è per il Coronavirus, ma è con il Coronavirus". Secondo il sindacalista, insomma, lo stato di emergenza che coinvolge indifferentemente i detenuti e chi opera per la sicurezza nei penitenziari "è in essere da troppo tempo e solo l'improvvisazione di chi ha il dovere di gestirle politicamente poteva non prevedere quello che sta accadendo in queste ore".
Non è mancata la reazione della Lega. "La rivolta, e l'incendio, nel carcere Sant'Anna sono episodi gravissimi" ha attaccato Lucia Borgonzoni che sospetta il tentativo di qualcuno di usare l'emergenza Coronavirus "per provare a destabilizzare i sistemi di sicurezza: "Mi auguro che Bonafede, ancora non pervenuto su questo tema, utilizzi massima fermezza".
Per Matteo Salvini - in riferimento prima di tutto al Dpcm del governo che prevede la possibilità di misure alternative di detenzione domiciliare - l'emergenza Coronavirus "non deve essere la scusa per spalancare le porte delle case circondariali". Il leader della Lega non ha fatto mancare la sua solidarietà alle forze dell'ordine senza risparmiare la stoccata al ministro: "Bonafede troverà il tempo di occuparsi anche di loro, dopo la terribile riforma della prescrizione e le intercettazioni per tutti?".









