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di Emanuele Bucci

bookciakmagazine.it, 31 maggio 2026

Premiazione di “Bookciak, Azione! 2025” nel teatro del carcere femminile di Rebibbia a Roma. Alla consegna della targa per il bookciak “Rosa” realizzato dalle allieve detenute lo scorso anno, anche la consegna dei diplomi di maturità alle studentesse del Liceo artistico Enzo Rossi, sezione R. Proiettato in anteprima anche “Quando meno te lo aspetti”, cortometraggio nato nell’ambito del nuovo progetto “Bookciak. Visioni fuori luogo”. Tra i presenti per il Comune di Roma la presidente Erica Battaglia e il garante dei detenuti del Lazio Stefano Anastasia. Ad animare festosamente la mattinata di cinema, letteratura e musica, anche il coro del liceo e l’entusiasmo delle studentesse, che testimoniano poeticamente la loro condizione nei lavori mostrati, gettando un ponte oltre le mura materiali e immateriali.

È stata una mattinata di soddisfazione ed entusiasmo, goduti e sottratti alla sofferenza del vivere tra le mura alte e le porte blindate di un istituto penitenziario, quella svoltasi presso il teatro della casa circondariale femminile di Rebibbia il 27 maggio: dove sono stati consegnati i diplomi di maturità alle detenute del Liceo artistico statale Enzo Rossi, nonché la targa per chi di loro ha preso parte, nell’ambito del Premio Bookciak, Azione! 2025, alla realizzazione del corto Rosa (tratto dal romanzo Il liceo magico di Cesare Pomarici), proiettato assieme a un altro film breve, Quando meno te lo aspetti (a cura di Monica Repetto).

Quest’ultimo, ispirato a sua volta al graphic novel Ma siamo ancora qui a parlarne? di Cleo Bissong, è il frutto della nuova iniziativa Bookciak. Visioni Fuori Luogo, organizzata dal Liceo Enzo Rossi (in collaborazione con l’Associazione Calipso e Deriva Film e col sostegno dei Ministeri di cultura e istruzione) per offrire un programma di formazione, produzione audiovisiva ed educazione all’immagine che coinvolga studenti e studentesse dentro e fuori il carcere romano.

Carcere dove il concorso cineletterario ideato e diretto da Gabriella Gallozzi (per l’edizione 2026 ci si può iscrivere entro il 20 giugno, con premiazione come di consueto alle Giornate degli Autori di Venezia) è presente da ormai un decennio: seguendo una vocazione a far incontrare non solo cinema e letteratura (i bookciak, corti di massimo 3 minuti realizzati da giovani filmmaker, sono sempre tratti da libri, proposti e selezionati oggi attraverso il “fratello minore” Bookciak Legge), ma anche l’attenzione ai temi sociali. Come quello, a cui colpevolmente le istituzioni continuano a non dare risposte adeguate, della condizione di chi si trova a scontare una pena detentiva.

La testimoniano poeticamente entrambi i corti mostrati a Rebibbia: “Ognuna di noi soffre e paga quel conto che ci è stato presentato”, sentiamo dire in Rosa (realizzato all’interno del seminario interdisciplinare curato dai docenti Claudio Fioramanti e Lucia Lo Buono), tra sogni di voli nell’infinità dell’universo e nostalgia per i propri cari. La lotta “per dei piccoli momenti di pace” di cui si parla lì la respiriamo anche in Quando meno te lo aspetti (visto in anteprima), dove la vicenda principale prende forma meta-cinematograficamente attraverso il dialogo fra allievi e allieve che condividono ed elaborano le rispettive esperienze, facendo emergere nodi complessi e delicati come il rapporto col proprio corpo, l’identità e l’affettività.

Il tutto coronato dalla toccante sequenza finale delle “maglie relazionali”, con le lunghe maniche arancioni che uniscono persone diverse nella stessa danza-abbraccio. La stessa voglia di condividere divertimento, calore umano e creatività emerge durante la partecipatissima cerimonia, in cui ad ogni nome parte un applauso e un grido di esultanza, e le aperture e chiusure musicali (eseguite dalle talentuose Bea Cordez Cuasay ed Aurora Barbaro studentesse dell’Enzo Rossi) diventano veri e propri cori festosi. È il contrappunto ai molti interventi, tra cui quello della Presidente della Commissione Cultura e Lavoro di Roma Capitale Enrica Battaglia, del Garante delle persone detenute per la Regione Lazio Stefano Anastasia, del Preside del Liceo Enzo Rossi Enrico Battisti. E delle stesse allieve, la cui rappresentante Catrina, rievocando la propria storia, restituisce perfettamente quanto sia importante, tanto più per chi si trova in carcere, la possibilità di esprimersi: perché, come un cavaliere nel difendere il suo regno necessita di spada e scudo, così “una detenuta dovrà dotarsi di penna per difendere la propria dignità”.