di Davide Steccanella
La Repubblica, 2 settembre 2019
A Milano un giardino per Francesco Rucci, vittima del delirio Prima Linea. Alle 7,40 del 18 settembre 1981, mentre si sta recando in auto presso la Casa circondariale di Milano San Vittore, dove prestava servizio in qualità di vicedirettore degli agenti di custodia, il brigadiere Francesco Rucci viene tamponato da un'Affetta blu dalla quale scende un uomo armato che spara. Il sottufficiale cerca di allontanarsi ma viene raggiunto da altri tre che lo uccidono.
L'attentato viene rivendicato dai Nuclei Comunisti, un gruppo fondato da ex appartenenti a Prima Linea, con un volantino che dichiara di avere "giustiziato il brigadiere per la sua attività al primo raggio di San Vittore, braccio famigerato per le torture a cui i boia costringono le avanguardie comuniste prigioniere".
I Nuclei Comunisti si erano dedicati, sin dalla loro origine, al "fronte carceri" e pochi mesi dopo, il 3 gennaio 1982, daranno l'assalto al carcere femminile di Rovigo, insieme ai Colp, ulteriore emanazione dell'ormai disciolta Prima Linea, per liberare le detenute Susanna Ronconì, Marina Premoli, Loredana Biancamano e Federica Meroni.
Nato a Giovinazzo (Ba) l'8 luglio 1956, Francesco Rucci era entrato nel Corpo degli Agenti di Custodia nel gennaio del 1976, dapprima come servizio di leva e in seguito come servizio permanente. Per circa due anni aveva prestato servizio presso il carcere di Foggia, poi fece domanda per il corso di sottufficiale a Parma e superato l'esame venne trasferito presso il carcere di Marassi di Genova ed in seguito al carcere di San Vittore a Milano, dove fu nominato brigadiere nell'agosto del 1981. Insignito il 12 settembre 2007 della medaglia d'oro al Merito civile alla memoria, oggi il giardino di piazzale Martini 7 si chiama giardino Francesco Rucci.










