di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 4 marzo 2025
La ragazza iraniana che si toglie il velo rischiando la prigione pensate che sia attratta dai valori occidentali? Ma no! La sua è voglia di libertà e indipendenza e questo è un valore universale. Un valore che esiste in tutti i popoli e in tutte le persone, ma nei Paesi totalitari e repressivi viene soffocato. Possibile che la politica stia diventando come una partita di calcio? Appena la squadra perde, si comincia a inveire contro allenatore e giocatori, si inventano teorie di tutti i generi per spiegare il crollo della squadra. C’è chi chiede il cambio dell’allenatore che viene sbertucciato e inveito dai tifosi. Ma veramente si pensa che la politica sia una partita di calcio? E si ritiene che i vincitori siano i più bravi, i più coraggiosi, i più intelligenti?
E che gli allenatori vittoriosi, ovvero i politici al potere, siano i più adatti a governare? Eppure è quello che sta succedendo con la politica europea. Se una maggioranza, incalzata da paure profonde e obnubilata dalla cattiva informazione, decide di premiare i più ricchi e autoritari, si decide che questa è la volontà popolare e quindi va accettata come la migliore. Se una forza politica aggressiva occupa velocemente tutti i posti di potere e di prestigio, ci si adegua perché questo è il volere della maggioranza.
E se coloro che sono all’opposizione, difendendo (con scarsa energia per via di litigi e personalismi) la libertà e l’autonomia delle istituzioni come la magistratura, i media, la scuola, i sindacati, la sanità pubblica, la ricerca, senza trovare consenso, si stabilisce che la democrazia è in crisi, che l’Europa è morta, che l’Occidente non ha più credibilità tagliando le gambe alla voglia di reagire. Ma i valori che difendiamo non sono occidentali, bensì universali. La ragazza iraniana che si toglie il velo rischiando la prigione pensate che sia attratta dai valori occidentali? Ma no! La sua è voglia di libertà e indipendenza e questo è un valore universale. Un valore che esiste in tutti i popoli e in tutte le persone, ma nei Paesi totalitari e repressivi viene soffocato.
Il relativismo ci porta a un atteggiamento di timidezza culturale. E invece di difendere l’Europa, che è la nostra risorsa più preziosa, la si dà per defunta e ci si accinge a farle il funerale, scoraggiando penosamente i giovani. La soluzione? Certo se ne possono proporre diverse, ma come dice Draghi, non possiamo restare a guardare quello che succede. Se non troviamo una comune energia etica faremo solo il gioco di chi pretende di trattare il mondo come una propria azienda dove si fanno profitti comandando, licenziando, schiacciando i diritti dei deboli. E non si tratta di una etica che si costruisce da soli, in nome della purezza delle proprie scelte, ma insieme in nome della democrazia, a cui per il momento non si vedono alternative valide.











