di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 12 febbraio 2023
La massima rappresentanza dell’accusa, in contrasto con la scelta del ministro della Giustizia Nordio, ha chiesto di annullare la decisione del tribunale di sorveglianza che aveva confermato il 41 bis per l’anarchico, in sciopero della fame da oltre 110 giorni e da ieri ricoverato al San Paolo.
Sul caso di Alfredo Cospito, rinchiuso al “41 bis” dal maggio scorso, la Procura generale della Cassazione si schiera al fianco della difesa e chiede l’annullamento della decisione del tribunale di sorveglianza che - a dicembre - ha confermato il “carcere duro” per l’anarchico detenuto dal 2012 e in sciopero della fame da 115 giorni.
Nella requisitoria depositata in vista dell’udienza fissata per il prossimo 24 febbraio, la massima rappresentanza dell’accusa considera quella decisione da rivedere, e questo rappresenta un’ulteriore novità in contrasto con la decisione, presa appena venerdì scorso, dal ministro della Giustizia Carlo Nordio di confermare il “41 bis”.
Respingendo una nuova istanza dell’avvocato Flavio Rossi Albertini, il Guardasigilli ha confermato la necessità del “carcere duro”, senza aderire all’ipotesi alternativa proposta dalla Procura nazionale antimafia e antiterrorismo di “declassificare” il regime di detenzione in quello di “alta sicurezza”; una scelta - quella di Nordio - fatta sull’onda degli attentati e delle proteste di piazza che, secondo il ministro, lo stesso Cospito ha sollecitato dal carcere con il suo digiuno di protesta.
Ora però, sul fronte giudiziario, arriva la novità della pubblica accusa che chiede di rivedere la situazione, considerando mal motivato il verdetto con il quale i giudici di sorveglianza avevano rigettato una precedente richiesta del difensore di Cospito di togliere il proprio assistito dal regime detentivo riservato (prima della decisione che lo ha riguardato) soltanto a esponenti della criminalità organizzata e a tre brigatisti dell’ultima generazione.
All’udienza della Cassazione mancano ancora più di dieci giorni, e le condizioni di salute di Cospito sono peggiorate al punto che ieri è stato deciso il trasferimento in ospedale. I giudici di legittimità devono decidere sulla base della requisitoria del procuratore generale e delle ragioni della difesa illustrate nel ricorso, e hanno davanti a loro tre possibilità:
- annullare definitivamente il decreto ministeriale che impone il “41 bis” a Cospito;
- annullare con rinvio al tribunale di sorveglianza affinché prenda una nuova decisione o comunque la motivi in maniera diversa;
- rigettare il ricorso contro le motivazioni esposte dalla difesa e - a questo punto - anche dall’accusa.
In ogni momento, vista la situazione in continua evoluzione, sia sul piano giudiziario che delle condizioni di salute del detenuto, il ministro può decidere se intervenire nuovamente oppure attendere ulteriori esiti.










