di Vincenzo Trione
Corriere della Sera, 8 ottobre 2025
L’Occidente è stato scosso di nuovo da tragedia. È come se avvertissimo il bisogno di difenderci dentro le parentesi protettive del divertimento effimero, portati a coltivare luoghi comuni, pigrizie mentali, partiti presi. La profezia di Moravia. Intervistato da Carlo Mazzarella, nel 1958, con intelligenza critica, il grande romanziere coglie un paradosso. Viviamo in un’epoca profondamente tragica, ma abitata da uomini che non hanno alcun senso del tragico. “Preferiscono le occupazioni frivole: le canzonette e le commedie”.
Potremmo richiamarci a queste parole severe per fermare il destino dell’età dell’ansia che stiamo attraversando. Si tratta di una stagione nella quale l’Occidente è stato scosso di nuovo dall’esperienza “totale” della guerra, che si dà come dominio della violenza; come apocalisse insediatasi nel presente; come accadimento fatale che disarticola le forme della convivenza e quelle della società.
Dinanzi a questi scenari oscilliamo tra atteggiamenti antitetici. Quasi per espiare un’originaria colpa, alcuni si affidano al potere della testimonianza, indulgendo, talvolta, nei rischi dell’impegno prêt-à-porter, del facile moralismo, dell’indignazione posticcia. Altri preferiscono guardare altrove, rifugiandosi nei rassicuranti territori dell’intrattenimento che, come hanno scritto Adorno e Horkheimer, dice il bisogno di “dimenticare la sofferenza”, desiderio di fuga dalla “cattiva realtà”, progressivo istupidimento, inclinazione a confondere cultura e svago: “depravazione (…) della cultura” e, insieme, “intellettualizzazione coatta dello svago”.
Indifferenti di fronte a talk show politici sempre più simili a commedie con attori che recitano sempre la stessa parte, non di rado preferiamo mostre, film e programmi televisivi segnati dall’adesione a una sorta di filosofia dell’evasione a oltranza. È come se avvertissimo il bisogno di difenderci dentro le parentesi protettive del divertimento effimero, portati a coltivare luoghi comuni, pigrizie mentali, partiti presi. Forse, è un modo per misurare la nostra incapacità di stare nel Male. E per provare a sopravvivere in un contesto drammatico. Eccoci: inconsapevoli eroi minori di un transito storico tragico, privi però di un’autentica tensione tragica.











