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ansa.it, 8 marzo 2026

L’articolo 2 del ddl introduce una nuova fattispecie di reato, cioè la costrizione all’occultamento del volto. “In questo modo, sarà sempre possibile identificare chi si muove in uno spazio pubblico, come piazze, uffici, ospedali e scuole - spiega il primo firmatario Gianmarco Centinaio - così da evitare scambi di persona e limitare situazioni che possano mettere in pericolo gli altri cittadini”. Un disegno di legge per vietare l’uso del velo nei luoghi pubblici, intervenendo più duramente su chi obbliga le proprie figlie a indossarlo. Per la giornata delle donne, la Lega annuncia una proposta di legge per combattere il velo in nome della dignità e libertà delle donne.

In realtà, il testo è stato depositato in Senato lunedì scorso, primo firmatario Gianmarco Centinaio. Il disegno di legge si compone di quattro articoli. Punta a modificare una legge anti terrorismo del 1975, che vieta l’uso di caschi protettivi all’aperto, nata negli anni di Piombo per colpire i manifestanti “mascherati” nei cortei. A quelli il partito di Matteo Salvini aggiunge ora una specifica sul velo e “gli indumenti o accessori di qualsiasi tipo di origine etnica, culturale o religiosa”. E cancella il “giustificato motivo”, che nella legge del ‘75 escludeva il divieto.

Il ddl leghista propone di vietare il velo senza più giustificazioni, tranne nei luoghi di culto o nei casi in cui nascondere il viso serva a proteggere la salute (ad esempio con le mascherine anti covid) o per il casco stradale.

“Così sarà sempre possibile identificare chi si muove in uno spazio pubblico” - “In questo modo, sarà sempre possibile identificare chi si muove in uno spazio pubblico, come piazze, uffici, ospedali e scuole - spiega Centinaio - così da evitare scambi di persona e limitare situazioni che possano mettere in pericolo gli altri cittadini”. E aggiunge che l’attuale norma “è ambigua e lascia troppi margini di interpretazione ai giudici che la applicano. Noi vogliamo fare chiarezza”.

Sanzioni severe a chi costringe di indossare il velo - Altra novità è sul piano penale. L’articolo 2 del ddl introduce una nuova fattispecie di reato, cioè la costrizione all’occultamento del volto. Per chiunque costringa un’altra persona a nascondere il volto (mettendo ad esempio il velo) con violenza, minaccia o abusando della propria autorità, scatta il carcere da 1 a 2 anni e una multa da 10 mila a 30 mila euro. La sanzione aumenta (della metà) se l’imposizione è contro un minore o una donna o un disabile.

E se l’autore è un genitore, parte pure la segnalazione al Tribunale dei minori che può decidere la decadenza della responsabilità genitoriale o l’allontanamento dalla famiglia. “In alcuni casi, infatti l’imposizione del velo è solo una delle forme attraverso cui i genitori vogliono impedire l’integrazione delle proprie figlie, negando loro il diritto di vivere liberamente nella nostra società” conclude Centinaio.