di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 18 giugno 2026
L’Organismo congressuale forense, con il coordinatore Fedele Moretti e il segretario Elisabetta Brusa, ha partecipato all’audizione svoltasi presso il segretariato permanente per l’inclusione delle persone private della libertà personale del Cnel. Al centro dell’intervento, la proposta di istituzione della piattaforma nazionale delle competenze delle persone sottoposte a misura penale. Si tratta di una infrastruttura digitale fondamentale, che coniuga l’obietti - vo costituzionale della rieducazione della pena alla necessaria modernizzazione tecnologica. L’iniziativa dell’Ocf recepisce e unifica due istanze fondamentali.
La prima riguarda il progetto ministeriale-Cnel “Second Horizon” per la tracciabilità delle competenze, il curriculum vitae digitale e il matching lavorativo. La seconda istanza tiene conto della proposta dell’Ocf sul fascicolo elettronico del detenuto. “L’Organismo congressuale forense - dice l’avvocata Elisabetta Brusa - esprime il proprio sincero ringraziamento al presidente Renato Brunetta e al segretariato generale del Cnel per l’opportunità concessa di illustrare la proposta per l’istituzione del fascicolo elettronico del detenuto.
Questa iniziativa trae origine da una mozione congressuale, approvata a larghissima maggioranza durante il Congresso di Torino dell’ottobre 2025, finalizzata a promuovere la digitalizzazione del sistema penitenziario e la tutela dei diritti fondamentali. Poiché il compito istituzionale dell’Ocf è dare concreta attuazione alle mozioni approvate dall’avvocatura, abbiamo formalizzato questa necessità attraverso la presentazione di una specifica proposta di disegno di legge”.
L’Organismo congressuale forense sostiene, tenendo conto dell’esigenza espressa dai difensori, di istituire un “fascicolo elettronico strutturato”. “La nostra proposta - aggiunge il segretario Ocf - prevede in particolare una sezione dedicata al lavoro e alla formazione del detenuto, una sezione riservata alla sanità e un’area comprendente tutti i provvedimenti giudiziari e autorizzativi, oltre a garantire l’accesso digitale del difensore ai dispositivi per i colloqui da remoto. Riteniamo che l’istituzione di una simile piattaforma, in linea con quanto già preventivato dal Cnel attraverso le disposizioni per la Piattaforma nazionale delle competenze delle persone sottoposte a misura penale, sia la via maestra per consentire a ciascun difensore di accedere direttamente alle informazioni cruciali del proprio assistito.
Questo strumento è fondamentale non solo per l’assistenza legale, ma soprattutto per favorire il reinserimento sociale post-carcerario”. Il lavoro dell’Ocf si colloca nel solco dei valori storici dell’avvocatura. “Occorre - conclude Brusa - sostenere i propri assistiti nel percorso di riabilitazione per tendere all’obiettivo di una recidiva pari allo zero. Crediamo fermamente che l’Organismo congressuale forense abbia il dovere di porre in essere ogni tutela giuridica utile a raggiungere questo risultato. Siamo certi che questo passo rappresenti l’inizio ideale per la definitiva introduzione del fascicolo elettronico del detenuto, una riforma che l’avvocatura chiede a gran voce”.










