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di Giuseppe Guastella

Corriere della Sera, 21 settembre 2022

“Una riforma reazionaria” che “snatura” il sistema della giustizia minorile “per ragioni che nulla hanno a che vedere” con la tutela dei “soggetti più deboli” e che è del tutto “irrealizzabile”: con una durezza di cui non si ricordano precedenti e dopo mesi e mesi di denunce e di richieste di modifica, l’Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e la famiglia si scaglia contro la riforma della giustizia minorile già in parte attuata dal governo che dovrebbe entrare in vigore definitivamente a giugno 2023 e sulla quale solleva anche dubbi di costituzionalità.

A firmare la nota di “denuncia” di una situazione divenuta evidentemente insostenibile è la presidente dell’ Aimmf, Cristina Maggia, che critica per l’ennesima volta e “a futura memoria la gravità delle scelte” fatte con la riforma della Cartabia della giustizia civile che contiene le modifiche a quella minorile, riforma approvata dal parlamento dieci mesi fa nonostante, ricorda Maggia, i “numerosissimi documenti e contributi” di magistrati e esperti che chiedevano profonde correzioni. Per Maggia, la riforma che ha creato il “Tribunale per le persone, i minorenni e le famiglie”, che sostituirà l’attuale Tribunale per i minorenni, non si limita a un cambio di denominazione, ma compie un “deliberato snaturamento dell’attuale sistema della giustizia minorile” in “nome di ragioni che nulla hanno a che vedere con la tutela effettiva dei soggetti più deboli” e che non sarà mai possibile realizzare “senza un intervento imponente” che destini più “risorse umane e materiali” agli uffici. Una ricognizione fatta da Aimmf nei principali uffici giudiziari per i minorenni con il contribuito dei loro capi, che ha messo in luce criticità e “ingestibilità” delle nuove norme, è stata “del tutto ignorata” dal Parlamento cui è stata consegnata, nonostante i magistrati siano stati “da più parti rassicurati sulla possibile introduzione di correttivi”.

Tra i punti principali contro i quali si scagliano i magistrati minorili c’è l’esclusione dei giudici onorati (esperti come psicologi, psichiatri infantili e assistenti sociali) “grazie ai quali la gran parte dei Tribunali per i minorenni più oberati riesce a garantire un funzionamento qualitativamente e quantitativamente adeguato”. Senza queste determinanti figure professionali sarà impossibile “garantire solleciti interventi” nelle situazioni di emergenza. C’è dell’altro. L’associazione denuncia anche i problemi nei sistemi telematici che, con la cronica carenza di personale amministrativo, renderanno “la riforma del tutto inattuabile e ingestibile”. Una riforma, conclude il comunicato, che si concentra “solo sulle situazioni di violenza di genere” trascurando “la centralità della tutela del minore inserito in famiglie fortemente disfunzionali e in ragione di ciò gravemente traumatizzato” a “favore di una struttura ordinamentale e processuale che privilegia coloro che potranno sostenerne le spese”.