di Liana Milella
La Repubblica, 8 dicembre 2022
Dopo il Senato, il Guardasigilli alla Camera difende la sua proposta: “Più limiti o mi dimetto”. E sugli ascolti insiste: “Diffonderli è una porcheria”. La Anm: “La legge che li regola c’è già”.
Chat dei magistrati bollenti contro il loro ormai ex collega Carlo Nordio. Che vuole demolire l’assetto costituzionale della magistratura. Messaggi e scambi di battute al vetriolo che attraversano tutte le toghe, da destra a sinistra.
Perché la sola idea che vengano separate le carriere dei giudici e dei pm, che si chiuda per sempre la stagione dell’obbligatorietà dell’azione penale, che nasca un’Alta corte disciplinare irrita profondamente una magistratura che già era stata critica con le riforme della ex Guardasigilli Marta Cartabia, soprattutto quando ha ridotto i passaggi da pm a giudice, e viceversa, a uno solo. La protesta corre dalla mattina, prim’ancora che Nordio approdi alla Camera per il secondo tempo delle sue prime audizioni istituzionali.
Martedì il Senato. Ieri la Camera. Ma il filo rosso è lo stesso. Identiche le bacchettate ai magistrati. Colpevoli di non rispettare la legge sulla presunzione d’innocenza e di utilizzare in maniera disinvolta le intercettazioni, diffondendone il contenuto. E qui tocca al presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia mettere allo scoperto il pieno disagio: “Ho trovato le sue parole dure e ingenerose. A noi non piace intercettare la gente, violare la privacy e la riservatezza delle persone, ma come lo rompi il patto tra corruttore e corrotto?”.
E poi una bacchettata d’incompetenza: “C’è stata la riforma del ministro Andrea Orlando per evitare la diffusione indebita delle intercettazioni: perché il ministro, prima di mettere qualcuno sul banco degli imputati, non va a vedere se la legge ha prodotto effetti positivi o no?”. Ricordate l’armadio blindato la cui chiave è solo in mano al capo della procura? E la distinzione tra intercettazioni “rilevanti e irrilevanti”, queste ultime destinate a finire nell’armadio segreto? Per la seconda volta in pochi giorni Nordio “toppa” su una legge. S’era scordato la Spazzacorrotti sui corrotti pentiti, e Raffaele Cantone gliel’ha ricordata.
Adesso glissa sulla stretta di Orlando che pure ha tenuto banco a lungo sui giornali. Ma non manca di autocitarsi: “Nell’indagine sul Mose c’erano migliaia di intercettazioni, ma non è uscita una parola sui giornali. Se avviene vuol dire che c’è una culpa in vigilando”.
E proprio sul suo essere una ex toga provoca le reazioni più critiche. L’ironia si mescola alle accuse. Perché tra gli ex colleghi nessuno si meraviglia che Nordio sostenga queste idee: “Ma ve lo ricordate Nordio quando era magistrato? È una vita che dice le stesse cose con l’obiettivo di diventare ministro, cose che piacciono a una certa politica che attacca noi magistrati e ci accusa di fare inchieste pilotate”. La protesta si accentua dopo la nuova esternazione di Nordio alla Camera. Che certo non fa sconti ai suoi ex colleghi.
“Fa il primo della classe, ma ve le ricordate le sue inchieste? Migliaia di intercettazioni per il Mose”. E ancora. “Inchieste che duravano anni e non finivano mai. E adesso vuole smontare il nostro lavoro”. Ma c’è pure chi sminuisce le sue parole: “Non è mai stato un gran lavoratore, parla ma non porterà a casa nulla”. Certo Nordio sulle intercettazioni non si risparmia. Alza la voce su registrazioni “arbitrariamente” diffuse che avrebbero fatto morire suoi amici.
Li elenca, Loris D’Ambrosio “deceduto di crepacuore”, Ciccio Misiani idem, Michele Coiro “annichilito dai pettegolezzi”. Storie diverse e complesse, che di certo non possono risolversi in poche righe. Ma lui non fa marcia indietro quando parla “della porcheria di una diffusione pilotata e arbitraria”. E ancora: “Questa è una deviazione dai principi minimi di civiltà giuridica sulla quale questo ministro è disposto a battersi fino alle dimissioni”.
Il centrodestra lo applaude. I magistrati sono convinti che in via Arenula sia arrivato il loro peggiore nemico. Ma c’è chi ironizza sulla sua capacità di lavoro: “Vedrai che anche da lì si dedicherà soprattutto a scrivere altri libri”.









