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di Marzia Paolucci


Italia Oggi, 14 ottobre 2019

 

Concorso letterario per detenuti della Società San Vincenzo De Paoli. E' andato a Carmelo Gallico del carcere di Tolmezzo in provincia di Udine, con il suo testo "Per chi muore, per chi rimane", il Premio Carlo Castelli per la solidarietà, concorso letterario destinato ai detenuti delle carceri italiane promosso dalla Società di San Vincenzo De Paoli.

A lui vanno i mille euro messi in palio da questa dodicesima edizione del premio e il merito di finanziare un progetto di solidarietà, nello specifico la costruzione di un'aula scolastica a Lurhala, in Congo. Secondo e terzo classificato, nell'ordine, Alessandro Cozzi e Alessandro Crisafulli di Milano-Opera con "Riscoprire i rapporti di buon vicinato" e "Un padre": a loro premi per rispettivi 800 e 600 euro con annessi mille euro per un progetto formativo e di reinserimento sociale di un giovane dell'Istituto penale minorile di Bari e 800 euro per l'adozione a distanza di un bambino della Bolivia per 5 anni.

La premiazione è avvenuta l'11 ottobre presso la Casa circondariale della città di Matera, patrimonio Unesco, eletta quest'anno capitale europea della cultura. Patrocinato da senato della Repubblica, camera dei deputati, ministero della giustizia, Università europea di Roma, Fondazione Matera Basilicata 2019 e un media partner d'eccezione, il quotidiano della Santa Sede L'Osservatore Romano, il premio quest'anno ha affrontato il tema "Riconoscere l'Umanità in sé e negli altri per una nuova convivenza".

I premi aggiuntivi di solidarietà introdotti vogliono favorire quel modello di giustizia restitutiva ormai riconosciuto anche in Italia che pone in primo piano l'autore del fatto criminoso e i danni provocati alla vittima del reato proponendo il confronto tra vittime di reati e detenuti condannati con sentenza passata in giudicato, responsabilizzazione del reo e condotte riparatorie. E tra gli autori meritevoli segnalati dalla giuria del premio, c'è anche chi si firma con lo pseudonimo Il Cavagliere: detenuti provenienti dalle più varie destinazioni dal Marassi di Genova a Tempio Pausania, in provincia di Olbia e Roma Rebibbia.

Per Antonio Gianfico, presidente della Federazione nazionale Società di San Vincenzo De Paoli, "scrivere libera la mente, aiuta a riflettere sui propri errori ed è un'occasione per aiutare 'chi sta fuori' a non ripeterli. Ogni anno riceviamo centinaia di testi dai reclusi di tutte le carceri italiane. Il mondo carcerario è un condominio fatto di spazi angusti, di regole rigide, di relazioni forzate, di privazioni e di sofferenza.

C'è quindi la necessità e la convenienza di condividere al meglio quel poco che si ha materialmente a disposizione ma, soprattutto, di attingere a quelle risorse interiori che possono veramente segnare una svolta nella propria vita. Dagli scritti pervenuti, emerge un'umanità soffocata dalla sofferenza, un'umanità che si confronta con quella del vicino, cercando di abbattere il muro del pregiudizio, di comprendere e valorizzare le differenze. Una convivenza di prossimità".

Claudio Messina, un'esperienza di lungo corso da volontario penitenziario, oggi delegato carceri della Società di San Vincenzo De Paoli e organizzatore del Premio Carlo Castelli, ricorda ancora la prima edizione dodici anni fa: "Era a Napoli nel 2008 e d è stata un po' il banco di prova del premio quell'anno dedicato al tema dell'istruzione.

"Fatemi studiare, conviene a tutti", era lo slogan che confermava l'importanza dello studio e della formazione per sfuggire la devianza. Negli anni, poi, ne abbiamo affrontati tanti altri: la famiglia, l'uscita dal carcere e la riconciliazione con il proprio passato. Il tempo del carcere è spesso lungo, un tempo vuoto a cui si cerca di dare un valore.

Oggi i detenuti possono studiare, lavorare ma c'è sempre bisogno di un incoraggiamento perché spesso sono persone senza risorse, sprovvedute, imputate di reati bagatellari finite in carcere senza sapere nemmeno come".

La cerimonia di premiazione è stata seguita dal convegno "In carcere con umanità. Nell'incontro la scoperta dei valori comuni". Tra i relatori presenti: Luigi Accattoli, Guido Traversa, Rita Barbera, Don Raffaele Sarno, Gabriella Feraboli, Carmelo Cantone.