di Daniele Mannocchi
La Nazione, 30 agosto 2020
L'uomo è risultato positivo durante i controlli fatti in carcere dopo un'uscita. È stato isolato già all'ingresso, prima che potesse contattare altri ospiti. C'è anche un detenuto del carcere della Spezia tra i nuovi positivi al Coronavirus. Si tratta di un cittadino di 54 anni di origine dominicana uscito dal carcere in virtù di un permesso. L'uomo, al rientro nella struttura, è stato sottoposto al tampone da cui è risultato il contagio da Covid-19.
La situazione, comunque, è sotto controllo. Dal carcere fanno sapere che il detenuto ha contratto il Coronavirus dopo il contatto con la famiglia e, come da protocollo vigente, al ritorno non ha avuto modo di stare vicino ad altre persone. Ha fatto subito il tampone ed è stato messo in isolamento in attesa dei risultati. Ora, con il verdetto in mano, seguirà tutta la trafila del caso. Per sicurezza, anche il suo compagno di cella è stato sottoposto al tampone, ma i due non si sono comunque incrociati da quando il cittadino dominicano ha ottenuto la possibilità di beneficiare del permesso.
Il sindacato della polizia penitenziaria, in ogni caso, invita a non calare la soglia di attenzione. E anzi chiede all'Asl misure più stringenti per scongiurare l'eventualità che il Covid-19 possa diffondersi in carcere. "Abbiamo chiesto di non abbassare la guardia - spiega Fabio Pagani della Uilpa Polizia penitenziaria - e l'adozione di opportune misure d'informazione, prevenzione e controllo al fine di scongiurare, per quanto possibile, i rischi di contaminazione da nuovo Coronavirus negli ambienti carcerari e in quelli ad essi strettamente connessi".
"La situazione complessiva si è fa innegabilmente più seria e pur senza voler ingenerare allarmismi - continua - nuovamente abbiamo chiesto ai vertici dell'amministrazione penitenziaria interventi mirati, l'adozione di utili misure di prevenzione e monitoraggio, specie in occasione di trasferimenti di detenuti e, in generale, in ogni ambiente di transito in cui opera personale del corpo di polizia, nonché la predisposizione di appositi protocolli da attivare per ogni nuovo ingresso in carcere. Riteniamo sia necessaria la costituzione di un'apposita cabina di regia, presieduta dalle Asl di competenza, che informi, istruisca e guidi operatori e detenuti".
Anche perché, spiega ancora Pagani, i rischi restano alti. "Se il Coronavirus entra tra le mura del carcere siamo finiti -, speriamo che quello di oggi (ieri per chi legge; ndr) sia una sorta di messaggio fortunato per far comprendere a chi di dovere che bisogna essere rigidi sull'isolamento fiduciario. Stavolta abbiamo rischiato davvero. È andata bene, e comunque faremo partire dei controlli sull'intero istituto per toglierci definitivamente ogni dubbio residuo".










