di Chiara Tenca
La Repubblica, 1 settembre 2019
Al "Villa Andreino" il patto fra imprese e detenuti. Costruiti qui pezzi delle metro di Lima e Milano. Le sbarre del carcere di Villa Andreino della Spezia lasciano filtrare una luce per i propri detenuti. Una luce che guarda alla rieducazione e spinge verso il futuro.
Gli strumenti sono quelli del lavoro e dell'apprendimento di un mestiere: un progetto reso possibile grazie all'affiatato tandem costituito dalla direttrice Maria Cristina Bigi e da Licia Vanni, capo dell'area adattamento.
A loro hanno dato fiducia tre aziende: la Metallica srl, che produce arredi in ferro, l'Euroguarco, specializzata in tubature e materiali per isolamento ed interiors (nell'indotto, rispettivamente di Costa Group e di Hitachi Rail) e Il Golfo, che si occupa di digitalizzazione documenti. Così, chi utilizzerà la metropolitana di Lima, in Perù, e della linea 4 di Milano, attualmente in costruzione, salirà su vagoni in cui i manufatti dell'impianto di aria condizionata sono nati dalle mani dei carcerati.
Allo stesso modo, ai clienti della catena Eataly potrebbe capitare di consumare un pasto seduti su una delle creazioni artigianali in ferro e pvc interamente realizzate nel penitenziario, già scelte in passato per alcuni padiglioni dell'Expo di Milano.
O ancora, ad un professionista di consultare un foglio d'archivio trasferito su supporto informatico a Villa Andreino. "Puntiamo molto sulle componenti pedagogiche dell'inserimento dell'impresa, diverso da quello usuale penitenziario, che consiste in pulizie e manutenzione ordinaria" spiega la Bigi. Una delle peculiarità di questi impieghi è di spezzare la routine della detenzione: "Si tratta di un lavoro vero - continua - con tanto di datore: si passa una selezione e si osservano regolari orari. Finisce così il tunnel dell'essere eternamente assistiti e ci si trova ad attivare le proprie risorse: sono importanti i risultati in termini pedagogici, di crescita e riabilitazione".
Parte dei locali del penitenziario (solo maschile) vengono così dati in comodato d'uso alle aziende, i macchinari sono finanziati dall'amministrazione, mentre i materiali e il know how, che spesso si aggiunge a quello messo da parte seguendo corsi di formazione finanziati dalla Ue ed erogati dalla Regione, sono forniti dalle imprese.
Giorgio Manfroni, titolare dell'azienda Metallica di Riccò del Golfo, ci guida insieme alla Vanni nella sua officina speciale all'interno della casa circondariale: nel cortile, una distesa di telai pronti ad essere completati e a diventare sedie coloratissime, nel laboratorio i tre operai indaffarati, per i quali ha acquistato anche una macchinetta del caffè, "della marca migliore" ci tiene a precisare. Si salutano con un cenno d'intesa, scherzano e parlano della produzione.
"Credo molto in questo progetto - spiega - e per me sono dipendenti a tutti gli effetti. Con l'amministrazione penitenziaria abbiamo messo in piedi diversi corsi di formazione in saldo-carpenteria a partire dal 2011. Non ho ancora assunto uno di loro, ma so che una volta usciti da qui troveranno facilmente un impiego".
E la passione dei prescelti si vede: "Spesso mi chiedono di fare gli straordinari - continua - e non sono mancati gli episodi che mi hanno commosso, come quando un ragazzo straniero che aveva lavorato con me è stato espulso: prima di andare via, ha voluto a tutti i costi salutarmi. Per me l'aspetto umano è al primo posto. Quando ho iniziato questa collaborazione, non ho certo pensato agli sgravi fiscali, che fra l'altro sono stati ridotti dal governo Renzi dal 50 al 30%. In totale, ho messo a contratto negli anni oltre 15 persone".
Risultati tangibili, che hanno convinto la Euroguarco ad allargare il progetto: "Ci stiamo preparando, ancora in collaborazione con la dottoressa Bigi, che dirige anche questo istituto, ad estendere l'esperienza al carcere di Massa" ha annunciato l'imprenditore Massimiliano Ghirlanda. Attualmente sono 3 gli assunti da Metallica, 1 da Il Golfo di Antonio Milano, che pur avendo attività altrove, ha scelto di puntare anche qui, mentre Euroguarco ha dato lavoro a 2 detenuti dentro Villa Andreino e altrettanti articolo 21 presso la propria sede.
Una buona notizia in una struttura che, come tante, soffre di problemi di sovraffollamento: "La nostra capienza massima tollerabile è di 215 persone - spiega la Bigi - e attualmente siamo a quota 240. Scontiamo la chiusura del penitenziario di Savona e assorbiamo anche dal Piemonte. Nonostante una recente ristrutturazione, gli spazi sono troppo ridotti e la situazione è pesante".
Si realizza così, in barba alle difficoltà, l'idea della Vanni: "Evitare carceri autoreferenziali, che cercano la visibilità, concentrandosi piuttosto su ciò che serve davvero. Possiamo verificare sul campo quale sia l'attaccamento dei detenuti alle aziende: il pentimento è reale. Non è un caso che tante madri dei detenuti ci vengano a ringraziare".











