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di Marco Magi

La Nazione, 7 aprile 2023

Si avvia a conclusione la quinta edizione dell’iniziativa “Per Aspera ad Astra”. Coinvolti oltre mille detenuti. A Villa Andreino un laboratorio con gli studenti. Sulla lunga via Fontevivo, alla Spezia, si affacciano due edifici a pochissima distanza l’uno dall’altro dove vivono due gruppi di persone: studenti in uno e detenuti nell’altro. I due edifici si guardano da anni e le persone che li vivono e li abitano non sanno chi c’è dall’altra parte o, forse, possono solo immaginare chi siano i dirimpettai. Si avvia anche sul territorio spezzino la conclusione della quinta edizione di ‘Per Aspera ad Astra - Come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza’, un progetto che sta realizzando in 15 carceri italiane percorsi di formazione professionale nei mestieri del teatro, che riguardano attori, drammaturghi, scenografi, costumisti, truccatori, fonici, addetti alle luci.

Dal 2018 il progetto, promosso da Acri e sostenuto da 11 Fondazioni di origine bancaria tra cui Fondazione Carispezia, ha coinvolto in tutta Italia oltre mille detenuti. Quest’anno Gli Scarti - Centro di produzione teatrale d’innovazione, che porta avanti la direzione artistica del progetto a Villa Andreino, per la prima volta ha unito un gruppo di detenuti e uno di studenti delle scuole superiori, partecipanti al laboratorio “No Recess!” guidato dagli Scarti stessi: oltre 60 persone, con diverse età e percorsi di vita, si mescoleranno per dare vita a ‘Dirimpetto. Sinfonia d’un tratto di strada’, lo spettacolo finale in programma il 6 e 7 maggio al Dialma di Fossitermi (due replche giornaliere alle 18.30 e alle 21.15); inoltre, domenica 7, dalle 11 alle 12.30 sempre al Dialma, verrà proiettato il documentario ‘Tutto quel che sono. Un percorso teatrale nel carcere della Spezia’ e si terrà l’incontro sul tema ‘Teatro-Carcere-Comunità’.

“Per Aspera ad Astra, sostenuto sul territorio spezzino dalla nostra Fondazione fin dalla prima edizione - dichiara Andrea Corradino, presidente della Fondazione Carispezia - prosegue nell’intento di creare un dialogo tra ‘dentro’ e ‘fuori’, che può contribuire a scardinare pregiudizi e paure. Quest’anno questo dialogo sì è ampliato con il confronto tra gli attori detenuti e gli attori studenti, testimoniando come sia possibile lavorare nelle carceri mettendo al centro la cultura, facendo sì che essa possa incidere sulla rigenerazione degli individui, favorendo il riscatto personale e il reinserimento del detenuto nel mondo esterno”.

Aggiunge Enrico Casale, direttore artistico del progetto per Gli Scarti: “Se mai ci fosse una lezione da imparare da questa nuova esperienza nel carcere della Spezia sarebbe il monito che da molti anni sentiamo ripetere da Armando Punzo, il regista che opera da oltre 30 anni nel carcere di Volterra: ‘Nulla è impossibile’”. Info e prenotazioni al 333 2489192.