La Nazione, 2 ottobre 2026
Il pm Conforti conferirà l’incarico a un anatomopatologo per chiarire le cause del decesso. La pista più battuta è quella di un malore conseguenza dell’inalazione della pericolosa sostanza. La Procura della Spezia disporrà l’autopsia sul corpo del detenuto di 20 anni morto nel tardo pomeriggio di mercoledì a seguito di un malore che lo ha colto mentre si trovava nella sua cella nel penitenziario di Villa Andreino. Il sostituto procuratore Alessandra Conforti, ricevuta la prima relazione sui fatti redatta dalla polizia giudiziaria, ha deciso di vederci chiaro, e nelle prossime ore incaricherà un anatomopatologo con l’obbiettivo di certificare le cause della morte.
Un esame necessario, l’autopsia, per andare a suffragare - o al contrario, a smentire - la prima ipotesi emersa nei momenti successivi al dramma che si è consumato all’interno della cella, ovvero quella di una possibile inalazione di gas da parte del giovanissimo detenuto originario del Nord Africa: una sostanza che il giovane avrebbe respirato direttamente dalla piccola bomboletta simile a quelle da campeggio, utilizzata solitamente per scaldare le vivande all’interno della cella. Una tesi suffragata anche dalla scena con cui si sarebbero imbattuti i primi che hanno tentato di soccorrere il ventenne: non solo un forte odore di gas nell’aria, ma anche la bomboletta a poca distanza dal giovane ormai privo di sensi.
Un fenomeno sempre più diffuso tra i detenuti, quello di “sniffare” il gas delle bombolette, strumento regolarmente permesso dal ministero ma che si sta purtroppo dimostrando portatore di morte, alla luce dei molti casi registrati in diversi penitenziari italiani. Il gas spesso viene infatti inalato per ricercare lo “sballo”, e a volte questo può essere fatale. L’ultimo caso a Ferrara, alla fine di agosto, con un decesso di un detenuto di 25 anni. Secondo una prima ricostruzione di quanto accaduto, il ragazzo si trovava in cella assieme a un altro detenuto: sarebbe stato quest’ultimo a dare l’allarme, allertando gli agenti di polizia penitenziaria. Immediati sono scattati i soccorsi, ma nonostante l’intervento tempestivo dei soccorsi, per il giovane non c’è stato nulla da fare. La notizia del decesso si è sparsa velocemente all’interno del carcere, tanto che molti detenuti hanno inscenato una protesta, urlando e incendiando alcuni oggetti: il tutto è durato pochi minuti, anche grazie all’intervento tempestivo della direzione del carcere e della Polizia penitenziaria.









