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di Salvatore Toscano

L’Indipendente, 30 aprile 2026

“Frigoriferi barricaderi: l’ultima tappa dell’ossessione securitaria in carcere”. Si intitola così l’ultimo intervento di Stefano Anastasìa, garante dei detenuti e membro fondatore dell’associazione Antigone, relativo alla nuova circolare del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap). Anastasìa critica duramente la misura che, per “prevenire eventi critici che possano turbare l’ordine e la sicurezza interna”, ha disposto la rimozione di frigoriferi e congelatori da celle e corridoi, per essere posizionati invece in stanze il cui accesso è gestito da detenuti autorizzati e solo “in orari definiti”. “Di stanze da dedicare all’uopo - commenta il garante - non ce ne sono tante con 17mila detenuti più della capienza regolamentare effettivamente disponibile”. Al sovraffollamento si aggiunge poi la periodica emergenza caldo, già scattata in giro per l’Italia.

“Con tutti i problemi che le carceri hanno - scrive Stefano Anastasìa - e che immaginiamo abbia anche chi deve dirigerle, dal centro come dalla periferia, tre giorni fa il capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha avuto tempo di firmare una nota indirizzata ai provveditori regionali” in cui gli spiega le nuove misure da adottare. Via i frigoriferi e i congelatori da celle e corridoi: andranno individuate delle stanze apposite, dove uno o due detenuti autorizzati soddisferanno, in orari stabiliti, le richieste degli altri reclusi. “In nessun caso i pozzetti frigo e/o frigo potranno essere collocati nelle camere di pernottamento”, si legge nella nota DAP, vista la possibilità di occultare “oggetti o sostanze non consentite” (“e negli armadietti no? A quando la loro rimozione?”, ironizza Anastasìa). Secondo la disposizione governativa, frigo e congelatori potrebbero poi venire usati per “barricarsi o come strumenti atti ad offendere”.

Con una comunicazione al garante, il DAP ha provato ad aggiustare il tiro, sostenendo che la misura riguarderà esclusivamente i pozzetti e i frigo di grandi dimensioni, non anche i minifrigo - che potranno restare nelle celle. “Ma perché a qualcuno di loro è mai capitato di vedere un pozzetto-frigo o un frigo di grandi dimensioni in una cella?”, chiede ironico il garante, chiosando: “resta, beninteso, il divieto di frigoriferi di qualsiasi dimensione nei corridoi e l’interdetto a prender da sé e quando se ne ha bisogno quel che si ha in frigo”. La precisazione non risolve la critica iniziale di garante e associazioni per i diritti dei detenuti, rivelando degli ordini di “priorità” estremamente discordanti. Di fronte all’emergenza suicidi in carcere, tanto tra i detenuti quanto gli agenti, al sovraffollamento, ai continui disservizi e ai diritti negati, il governo ha individuato la sua priorità di intervento, concentrando tempo e risorse sulla rimozione di frigoriferi e congelatori.