di Giusi Fasano
Corriere della Sera, 28 giugno 2021
Forse avrebbe senso che lo Stato prevedesse per te una pena accessoria particolare: l'attivismo per aiutare un centro antiviolenza, l'organizzazione di eventi a sostegno di donne maltrattate, colloqui guidati con donne che hanno subito violenza, un percorso psicologico in un centro per uomini maltrattanti.
Forse servirebbe una terapia d'urto. Una dose massiccia e obbligatoria di immagini, contatti e azioni per aggredire l'aggressività. Se sei un uomo violento, se hai dato così tante botte alla tua compagna, amante, moglie, spasimante da spaccarle un timpano o un braccio, da gonfiarle un occhio, da mandarla in pronto soccorso... ma anche soltanto se hai alzato le mani per darle uno spintone o procurarle un graffio. Ecco.
Se sei quel tipo di uomo - e vale anche per le pochissime donne che fanno lo stesso - forse avrebbe senso che lo Stato prevedesse per te una pena accessoria particolare. Per forzare la mano sul piano della consapevolezza. Hai ridotto a una maschera di sangue il volto della tua compagna? Nel tuo debito con la Giustizia ci sarà anche - che so - l'attivismo per aiutare un centro antiviolenza, l'organizzazione di eventi a sostegno di donne maltrattate, colloqui guidati con donne che hanno subito violenza, un percorso psicologico in un centro per uomini maltrattanti... Obblighi, non indicazioni senza controlli.
Insomma: qualcosa che ti costringa a conoscere da vicino il male che hai fatto, che ti faccia convivere per un certo tempo con le sue conseguenze, qualcosa che ti porti in direzione (quantomeno ci provi) di una presa di coscienza reale, oltre il carcere, gli arresti domiciliari o le varie altre misure possibili. Sul tema della violenza di genere le leggi oggi ci sono e sono sufficienti, abbiamo detto tante volte.
Ma dopo tutti questi anni di discussioni pubbliche e nuovi provvedimenti i risultati non sembrano incoraggianti. Non davanti al volto tumefatto di Giuliana Danzè, per citare l'ultimo fatto di cronaca. La cantante dell'edizione francese di The Voice, 26 anni, ha pubblicato un video dopo le botte del compagno. La voce che trema, un occhio gonfio, lividi ovunque e l'amara consolazione di essere un esempio di coraggio; "se la mia denuncia può essere una forza, che arrivi il più lontano possibile", dice sul punto di piangere. Raccontiamo sempre i femminicidi ma su questo campo di battaglia ci sono anche tantissime donne ferite, fisicamente e psicologicamente, proprio come Giuliana. Donne alla fine salve ma segnate per sempre. Forse sì, agli uomini violenti servirebbe una terapia d'urto. Per capire fino in fondo quanto male può fare il male.










