di Emilio De Capitani
Il Domani, 11 agosto 2026
Che fine ha fatto la “leale cooperazione” tra gli Stati membri? Dovrebbe essere alla base della nostra costruzione comune europea: è un principio giuridico vincolante. I fatti delle ultime settimane sono sintomo di una crisi di quel principio di solidarietà che dovrebbe governare la politica europea. Che fine ha fatto la “leale cooperazione” tra gli Stati membri, che dovrebbe essere alla base della nostra costruzione comune europea? La crisi che è emersa attorno ai fatti di Ceuta, per poi proseguire in questi giorni, ci è stata raccontata soprattutto come una crisi riguardante le relazioni fra Italia e Spagna. Ma è il sintomo di una crisi molto più grave di quel principio di solidarietà che dovrebbe governare la politica europea in materia di mobilità delle persone ripresa al titolo V del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea in materia di frontiere, immigrazione e asilo.
Non parliamo di un principio “politico”, ma di qualcosa che è nell’ossatura della nostra Unione, e che dovrebbe essere patrimonio condiviso: il “principio di solidarietà” è infatti espressamente previsto per queste politiche dal Trattato (art. 80 TFUE) e, dall’entrata in vigore del Trattato di Lisbona (dicembre 2009). Si tratta insomma di un principio giuridicamente vincolante: impone la cooperazione leale fra Stati membri e fra questi e le istituzioni, e che conferma soprattutto la fiducia reciproca che dovrebbe essere alla base della costruzione europea. La storia degli scorsi giorni avrebbe quindi potuto - e dovuto - svilupparsi in maniera diversa?
Anzitutto, davanti a un afflusso massiccio di migranti nella exclave spagnola, il governo spagnolo ha considerato di potervi far fronte con i propri mezzi e non ha attivato il regolamento europeo in materia di crisi e forza maggiore. Appare ingiustificata l’iniziativa del governo Meloni di ripristinare i controlli interni alla zona Schengen (anche se Ceuta non vi ricade) senza essersi prima coordinato con il governo Sánchez. Ma va detto che anche la “ritorsione” dell’esecutivo spagnolo viola il principio di cooperazione leale fra Stati membri e, soprattutto, il fatto che nello stesso spazio europeo di libertà sicurezza e giustizia (art.3 TUE) non ci si può far giustizia da soli o invocare il principio di reciprocità ma si devono attivare le dettagliate procedure che il diritto europeo prevede in queste situazioni nel quadro della cooperazione Schengen.
Migranti, la Commissione von der Leyen spalleggia Meloni: “Sánchez sbaglia sulla regolarizzazione” In tutta questa vicenda, a fare una cattiva figura sono poi le stesse istituzioni europee e in particolare la Commissione: avrebbe dovuto offrire subito assistenza alla Spagna e informare gli altri Stati membri invece di limitarsi all’invio di qualche funzionario aggiuntivo dell’agenzia Frontex. Ma non ne esce bene neppure il Consiglio dell’Unione dove 22 ministri hanno tentato di usare la crisi di Ceuta per contestare la politica spagnola di regolarizzare dei migranti irregolari come era suo diritto e come lo è stato per altri Paesi, Italia compresa. Certo, un quadro europeo in materia di migrazione regolare e di “regolarizzazioni” sarebbe perfettamente auspicabile ma sono quegli stessi ministri che si rifiutano di adottarlo nonostante potrebbe essere oggi adottato a maggioranza qualificata.
Il fatto è che a nulla serve approvare nuovi trattati per poi svuotarli di contenuti per ragioni di politica interna come, purtroppo gli Stati Ue stanno facendo dopo il Trattato di Lisbona per politiche che dovrebbero essere specifica espressione di diritti fondamentali tra i quali il diritto all’asilo e alla migrazione. Per costruire una effettiva “governance” sovranazionale occorre mettere al centro delle politiche europee le esigenze e la dignità delle persone e non illudersi di risolvere i problemi solo con agenzie e soluzioni “tecniche” ma seguire politiche coraggiose. Purtroppo gli Stati membri e le istituzioni europee preferiscono dividersi proprio sulle scelte politiche, esponendosi così a nuove Ceuta. Emilio De Capitani è stato segretario della Commissione Libertà civili (Libe) dell’Europarlamento Ceuta, Giorgia Meloni unisce i nazionalismi. Ed è così che divide l’Europa.









