di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 11 maggio 2023
C’è una complessità relativa all’accoglienza dei migranti e sul ruolo degli operatori sociali in questa delicata sfida, e per dipanarla possono aiutare i risultati di una ricerca presentata di recente dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci) e dall’Università Roma Tre.
L’indagine intitolata “Agire l’accoglienza” ha offerto un inedito identikit dell’operatore dell’accoglienza, figura sempre più centrale nella gestione dei flussi migratori forzati. I dati emersi dallo studio testimoniano che i lavoratori coinvolti nell’integrazione dei richiedenti asilo e rifugiati all’interno del Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI) dei Comuni italiani sono principalmente donne (oltre il 70%), giovani (il 75% ha un’età compresa tra i 25 e i 44 anni) e laureati (nel 76% dei casi).
L’indagine ha coinvolto circa 10.000 operatori sociali, per lo più italiani, impegnati in quasi 1000 progetti di accoglienza promossi da una rete di 1800 Comuni italiani. Questi operatori lavorano instancabilmente per garantire oltre 44.000 posti disponibili per l’accoglienza dei migranti sul territorio nazionale. La figura dell’operatore dell’accoglienza rappresenta una sfida professionale complessa nel mercato del lavoro italiano. La sua complessità deriva principalmente dall’approccio olistico richiesto dal Sistema di accoglienza e integrazione, che richiede una presa in carico personalizzata e multidisciplinare dei beneficiari accolti.
L’obiettivo della ricerca è stato quello di comprendere come gli operatori effettuano la presa in carico dei beneficiari nei progetti di accoglienza, analizzando le strategie professionali e personali adottate e l’impianto organizzativo in cui operano. L’indagine mira a fornire una ‘ fotografia’ degli operatori dell’accoglienza e a comprendere il loro ruolo all’interno del sistema locale di welfare. L’indagine ha anche evidenziato che il Terzo settore, che rappresenta circa l’ 80% degli organismi con cui gli operatori sono in contatto, svolge un ruolo fondamentale nelle attività quotidiane degli operatori. Inoltre, più del 75% degli operatori ha una significativa esperienza di oltre 6 anni nel campo dell’accoglienza e delle migrazioni, dimostrando un impegno duraturo nel settore.
La ricerca ha rivelato che il 76% degli operatori è laureato, e molti di loro possiedono abilitazioni professionali. La maggioranza è iscritta all’Albo degli assistenti sociali (44,1%) e degli psicologi (28,6%), ma sono presenti anche altre figure professionali come gli educatori, gli avvocati e i mediatori interculturali. Per quanto riguarda il rapporto contrattuale prevalente degli operatori, il 56% è impiegato a tempo indeterminato, il che rappresenta un importante elemento di stabilità lavorativa. Allo stesso tempo, il 27,6% degli operatori ha un contratto di lavoro a tempo determinato, mentre l’11,4% ha un contratto di collaborazione.
Risulta evidente che la stragrande maggioranza degli operatori sociali ha una forte volontà di continuare a impegnarsi nel settore dell’accoglienza. Più dell’85% degli intervistati ha espresso la volontà di perseguire questa carriera anche in futuro. Tra questi, il 55,5% desidera rimanere nello stesso ambito e nello stesso ruolo, dimostrando un attaccamento significativo alle attività di accoglienza e integrazione. Nel contempo, il 29,7% degli operatori ha dichiarato di voler rimanere nell’ambito dell’accoglienza, ma con un ruolo diverso. Questa volontà di sviluppo e crescita professionale sottolinea l’impegno e l’entusiasmo degli operatori nel campo dell’accoglienza.
La ricerca ‘Agire l’accoglienza’ rappresenta un importante passo avanti nel riconoscimento del lavoro degli operatori sociali nel settore dell’accoglienza dei migranti. La collaborazione tra l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), l’Università Roma Tre e il Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI) dimostra un forte interesse e impegno nel migliorare l’intervento sociale rivolto ai protetti internazionali. Inoltre, l’Università Roma Tre ha svolto un ruolo significativo nell’approfondimento delle tematiche legate all’accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati, attraverso la ricerca e l’offerta di programmi formativi specifici.
La creazione di un Master in “Accoglienza e inclusione dei richiedenti asilo e rifugiati” testimonia l’impegno dell’ateneo nel preparare futuri professionisti capaci di affrontare le sfide complesse legate all’accoglienza e all’integrazione. La collaborazione tra il mondo dell’accoglienza e l’Università rappresenta un elemento cruciale per promuovere una convivenza basata sui principi di democrazia, pluralismo e giustizia sociale. È fondamentale che istituzioni, professionisti e comunità lavorino insieme per garantire interventi sociali di qualità e per favorire il percorso di crescita e riconoscimento della figura dell’operatore dell’accoglienza.
In sostanza emerge che l’operatore dell’accoglienza svolge un ruolo chiave nella gestione dei flussi migratori e nell’integrazione dei migranti nel tessuto sociale italiano. La ricerca ‘Agire l’accoglienza’ ha gettato luce sulla complessità del lavoro svolto dagli operatori sociali e ha evidenziato la loro dedizione e competenza nel garantire un’accoglienza di qualità. È fondamentale sostenere e valorizzare il lavoro di questi professionisti che, attraverso il loro impegno quotidiano, contribuiscono all’integrazione e all’accoglienza dei migranti. Le competenze complesse e multidisciplinari degli operatori sociali sono cruciali per fornire un supporto adeguato ai beneficiari accolti nei progetti di accoglienza.
Grazie alla loro formazione e esperienza, gli operatori dell’accoglienza sono in grado di offrire un’assistenza personalizzata e mirata alle esigenze individuali dei migranti. La presa in carico olistica degli operatori si basa sull’ascolto attivo, sull’empatia e sulla capacità di lavorare in collaborazione con altri professionisti e enti del Terzo settore.
Il rapporto di fiducia che gli operatori dell’accoglienza riescono a instaurare con i migranti è di fondamentale importanza per favorire il processo di integrazione. Essi sono spesso la prima figura di riferimento per i migranti, offrendo sostegno emotivo, informazioni pratiche e orientamento nel contesto sociale, culturale e amministrativo del paese di accoglienza. Inoltre, la collaborazione tra il mondo dell’accoglienza e l’Università offre importanti opportunità di formazione e aggiornamento professionale per gli operatori. La creazione di programmi formativi come il Master in ‘Accoglienza e inclusione dei richiedenti asilo e rifugiati’ fornisce strumenti teorici e pratici per affrontare le sfide complesse dell’accoglienza e dell’integrazione.
Ma nel contempo è necessario garantire un sostegno continuo agli operatori dell’accoglienza, sia a livello istituzionale che comunitario. Ciò implica la creazione di condizioni di lavoro adeguate, inclusa la stabilità contrattuale, la formazione continua e l’accesso a risorse e strumenti necessari per svolgere efficacemente il loro lavoro. Inoltre, da quello che emerge dalla ricerca, risulta sempre più importante promuovere una maggiore consapevolezza e sensibilizzazione all’interno della società riguardo ai temi dell’immigrazione e dell’accoglienza. Una maggiore comprensione e solidarietà possono contribuire a creare un ambiente favorevole all’integrazione e a combattere stereotipi e pregiudizi.
Cosa si può trarre, in definitiva, da questa ricerca? Il lavoro degli operatori sociali nell’accoglienza e nell’integrazione dei migranti rappresenta un elemento fondamentale per costruire una società inclusiva e rispettosa dei diritti umani. È necessario riconoscere il valore del loro impegno e fornire loro il sostegno e le risorse necessarie per svolgere al meglio il loro ruolo. Solo attraverso una collaborazione attiva tra istituzioni, università, operatori sociali e comunità possiamo costruire una società più accogliente e solidale per tutti.










