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di Eleonora Martini

Il Manifesto, 16 settembre 2026

In Campidoglio le esequie di Stato della storica leader radicale. “Emma Bonino credeva, come Jean Monnet, che “Niente è possibile senza le persone, nulla è duraturo senza le istituzioni”, dice il presidente di + Europa Riccardo Magi nella sua orazione funebre. Ed è forse per questo motivo che alle esequie laiche di Stato della storica leader radicale, morta venerdì scorso a Roma a 78 anni, hanno preso parte ieri tanti cittadini commossi e quasi tutte le alte cariche istituzionali, in un insieme corale apparentemente senza contraddizioni. I primi fuori, in piazza del Campidoglio, davanti al maxischermo allestito fin dalla veglia della sera precedente, gli altri dentro la Sala della Protomoteca che per la prima volta in assoluto ospitava un funerale. In prima fila il capo dello Stato Mattarella, la premier Meloni, il presidente dei senatori La Russa e il vice della Camera Mulè.

Ma tra le duecento persone a cui è stato concesso l’ingresso in sala (esclusi anche i giornalisti) si potevano scorgere, oltre ai rappresentanti della maggioranza, i vari leader delle opposizioni, di oggi e di ieri, esponenti politici delle tante anime di quella sinistra alla costante ricerca di un centro di gravità permanente. O di un’ispirazione. Molto commosso, Magi sottolinea come Bonino abbia “criticato e contestato le istituzioni, fino a disobbedire alle leggi che riteneva ingiuste e liberticide, per cambiarle, andando incontro alle conseguenze delle proprie azioni”. Ma “non ha mai avuto lo scopo di danneggiare le istituzioni o infangarle, sempre quello di migliorarle”. Un esempio per chi tuttora disobbedisce a leggi ingiuste. E poi ancora, per stare sulla stretta attualità: “Il punto non è la qualificazione o la classifica dei diritti, sociali o civili, il punto è la consapevolezza di essere cittadini e non sudditi” (al passaggio, Meloni annuisce mentre La Russa, seduto accanto a lei, scuote la testa).

L’assistente personale di Bonino, Carla Taibi, che per volontà dei familiari ha condotto la cerimonia, introduce i pochi selezionati per l’orazione funebre. Filomena Gallo (associazione Coscioni), che sottolinea tra le altre cose il contributo della cara amica radicale alla nascita della Corte Penale Internazionale, “il cui statuto fu celebrato proprio qui in Campidoglio 28 anni fa e che oggi rischia di essere smantellata”. L’ex premier Romano Prodi, che la volle commissaria Ue, ricorda la sua postura morale e la sua serietà nell’approfondire ogni dossier. Benedetto Della Vedova, suo compagno di +Europa: “Diceva: dove c’è strage di diritti poi c’è strage di persone”.

Enrico Letta, che da presidente del Consiglio la volle alla Farnesina, affonda invece il dito nella piaga di Meloni ricordando che Bonino costruì nel 2013 “l’operazione militare umanitaria Mare Nostrum”, due aggettivi, “militare e umanitaria che, diceva Emma, possono stare insieme se lo scopo è quello di salvare delle vite umane”. Ma non è storia di ieri: “Oggi - ammonisce Carla Taibi - sarebbe qui a dirci di smetterla di ricordarla e iniziare a mobilitarci per quelle battaglie a cui ha dedicato la vita”. Non è storia d’altri tempi: “Facciamo in modo - conclude Magi - che siano tempi futuri”.