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di Federica Angeli

La Repubblica, 5 marzo 2026

La metà circa dei decessi è avvenuta per cause naturali, tre sono stati accidentali, mentre per cinquanta reclusi, circa il 20% del totale, le cause non sono ancora state accertate. Nel 2025 le carceri italiane continuano a fare i conti con un aumento della popolazione detenuta e con un numero crescente di decessi. A fotografare la situazione è il nuovo report sui morti in carcere pubblicato dal Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. Il documento evidenzia come negli ultimi anni il sistema penitenziario sia stato sottoposto a una pressione sempre maggiore, con più persone recluse e, di conseguenza, più morti registrate all’interno degli istituti.

Popolazione carceraria in aumento - Uno dei dati che più preoccupano riguarda proprio il numero dei detenuti, che negli ultimi quattro anni è aumentato in modo significativo. Nel 2021 la presenza media nelle carceri italiane era di 53.758 persone, mentre nel 2025 si è arrivati a 62.841 detenuti. Si tratta di un incremento del 16,9% in quattro anni, una crescita che contribuisce ad aggravare criticità già note come il sovraffollamento e la carenza di spazi adeguati negli istituti penitenziari.

Nel 2025 254 decessi - Parallelamente all’aumento dei detenuti cresce anche il numero delle morti in carcere.

Nel 2025 i decessi sono stati 254, otto in più rispetto all’anno precedente. Nonostante l’incremento in termini assoluti, la percentuale rispetto alla popolazione detenuta resta sostanzialmente stabile e si attesta intorno allo 0,4%. La metà circa delle morti è avvenuta per cause naturali, che rappresentano quasi il 50% del totale con 125 casi. A queste si aggiungono tre decessi accidentali, mentre per cinquanta morti - circa il 20% del totale - le cause non sono ancora state accertate.

Suicidi in lieve calo - Il dato che mostra una lieve flessione riguarda i suicidi. Nel 2025 sono stati 76, mentre nel 2024 erano stati 83. Nonostante la diminuzione, il fenomeno continua a rappresentare una quota molto significativa dei decessi complessivi, pari a quasi un terzo del totale. Lo stesso Garante invita però a non interpretare questo dato come il segnale di un miglioramento delle condizioni detentive. Nel report si sottolinea infatti che il calo dei suicidi non trova una spiegazione immediata in un cambiamento delle condizioni di vita nelle carceri, che non risultano migliorate nemmeno sul fronte degli spazi disponibili.

Più prevenzione all’autolesionismo - Anche l’associazione Antigone invita alla prudenza. Secondo la coordinatrice nazionale Susanna Marietti, non si può sostenere che il carcere funzioni meglio solo perché si registrano alcuni suicidi in meno. Piuttosto, osserva, negli ultimi tempi si è sviluppata una maggiore attenzione nel prevenire materialmente i gesti autolesivi da parte dei detenuti.

Le regioni dove si muore di più - Il report evidenzia inoltre che il fenomeno dei decessi non è distribuito in modo uniforme sul territorio nazionale. Le criticità si concentrano soprattutto nelle regioni che ospitano i grandi istituti penitenziari delle aree metropolitane. Campania e Lombardia sono le regioni con il numero più alto di morti in carcere, con 40 decessi ciascuna nel corso del 2025. Insieme rappresentano oltre il 31% del totale nazionale, con 80 morti su 254. Subito dopo si colloca il Lazio con 30 decessi complessivi, dodici dei quali registrati nel carcere romano di Rebibbia. Secondo il Garante, interventi mirati proprio in queste tre regioni potrebbero avere un impatto significativo nella riduzione complessiva della mortalità nelle carceri italiane.