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di Gian Antonio Stella

Corriere della Sera, 3 agosto 2022

Trentotto anni fa, il compianto leader teorizzò la sua idea di fondo: gli ecologisti dovevano parlare non solo alla sinistra ma a tutti. Invece in un momento cruciale come questo ritorna il tanto contestato “cocomero”, cioè l’alleanza fra il microcosmo dei Verdi e quello della Sinistra

“Vorremmo sfuggire, finalmente, a quella paralizzante logica di fondo che caratterizza il sistema politico e che è la logica di schieramento: il “con chi stai” per troppo tempo ha prevalso e continua a prevalere sul “cosa vuoi ottenere”, “cosa proponi”, “quale cambiamento vuoi realizzare”. In sintesi, i Verdi dovranno costituirsi come terzo polo, come “altro” rispetto alla canalizzazione corrente della dialettica politica”.

Sono passati 38 anni (trentotto: ormai quasi il doppio del Ventennio) da quel 1984 in cui Alex Langer, il compianto leader ambientalista e pacifista sudtirolese via via cresciuto fino a diventare il punto di riferimento del movimento ecologista italiano ed europeo, teorizzò alla prima assemblea nazionale delle liste Verdi la sua idea di fondo: gli ambientalisti dovevano parlare non solo alla sinistra ma a tutti. Condividendo con più cittadini possibile, di tutti gli schieramenti, le battaglie su alcuni temi comuni.

Dio sa quanti ce n’erano da affrontare. Basti rileggere i pezzi sul Corriere di Indro Montanelli che già dal ‘55 bastonava il sindaco di Venezia reo d’essersi presentato a piazzale Roma con un piccone, diffidava i sardi dal fare ciò “che i romani han fatto di Ostia e di Fregene”, combatteva le Olimpiadi invernali e l’autostrada a Cortina, accusava le raffinerie d’avere “la licenza di uccidere”, attaccava i piani regolatori “sviluppisti” di Punta Ala, Asolo o Firenze... Tutte battaglie che, ricorda Fulco Pratesi, “non erano né di destra né di sinistra ma giuste”.

Eppure, stando alle risposte date ieri da Angelo Bonelli per i Verdi e Nicola Fratoianni per Sinistra Italiana (“Non ci riguarda”) siamo ancora lì. Alla nicchia. Magari coerente e piena di sentimenti. Ma nicchia. In Germania i Grünen hanno il vicecancelliere, gli Esteri e altri quattro ministeri. In Austria hanno il presidente della Repubblica Alexander Van der Bellen, governano col Partito Popolare e hanno la vicecancellieria, la cultura, la giustizia… In Francia, assieme ai socialisti, hanno strappato dopo 25 anni Marsiglia al centrodestra e conquistato Lione, Bordeaux, Strasburgo... Tutta gente rotta ai compromessi? Ma dai...

Da noi no. “Duri e puri”. E mette malinconia, in un momento cruciale come questo, vedere plasticamente il ritorno del tanto contestato “cocomero”, cioè l’alleanza (“verdi fuori, rossi dentro”, accusavano gli avversari già agli esordi) fra il microcosmo dei Verdi e quello della Sinistra. Per carità, sarà colpa dell’universo mondo che hanno intorno, dal Pd a Calenda, dai grillini a tutti gli altri: tutti “impuri”. Ma può essere questo l’unico sbocco dell’ambientalismo italiano? E il sogno di Alex Langer?