di Salvatore Merlo
Il Foglio, 30 maggio 2026
L’avvocato dell’ex ministro: “È un dispetto”. Il Provveditorato penitenziario ha impugnato l’ordinanza che anticipava la scarcerazione per condizioni detentive inumane. Il Tribunale dovrà decidere di nuovo. Il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria ha impugnato l’ordinanza con cui il Tribunale di Sorveglianza di Roma aveva disposto la scarcerazione anticipata di Gianni Alemanno. La decisione impugnata, emessa ad aprile, concedeva all’ex sindaco di Roma, ed ex ministro, una riduzione di trentanove giorni sulla pena residua - ai sensi dell’art. 35-ter dell’ordinamento penitenziario, per condizioni di detenzione ritenute inumane e degradanti - fissando al 24 giugno la data di uscita dal carcere di Rebibbia.
Adesso il Tribunale dovrà pronunciarsi di nuovo sulla data di liberazione di Alemanno che intanto, negli ultimi mesi, si è avvicinato al partito di Roberto Vannacci. L’avvocato di Alemanno, Edoardo Albertario, contattato dal Foglio, conferma l’indiscrezione e non usa mezzi termini: “E’ un dispetto. Un puro dispetto ad personam. Sono certo che il tribunale non raccoglierà le motivazioni del ricorso. Rimango stupefatto. Qualcuno nell’amministrazione penitenziaria deve avere in antipatia Gianni Alemanno”. C’entra la politica? “Tutto può essere. Ma il mio assistito, anche se perdessimo e non può succedere, uscirebbe in tempo per la campagna elettorale”. Alemanno è detenuto a Rebibbia dal 31 dicembre 2024, quando fu revocato l’affidamento in prova ai servizi sociali per alcune violazioni delle prescrizioni. Sconta una condanna definitiva a un anno e dieci mesi per traffico d’influenze illecite, nell’ambito di un filone dell’inchiesta Mondo di Mezzo.










