di Stefania Sorge
Il Centro, 27 febbraio 2015
È stato recluso in condizioni "inumane e degradanti" nel carcere di Lanciano. Per questo motivo il ministero della Giustizia è stato condannato a risarcire un ex detenuto. Dal tribunale dell'Aquila arriva una delle prime applicazioni, in Abruzzo, della norma contenuta nel "decreto carceri", approvato la scorsa estate dal Parlamento. Una norma che prevede il risarcimento in denaro dei detenuti costretti a vivere in celle anguste e sovraffollate e che evita all'Italia, più volte richiamata, di incappare nelle pesanti sanzioni della Corte europea dei diritti dell'uomo.
Sostanzialmente il decreto prevede, nel caso che il periodo di detenzione sia terminato, un risarcimento di 8 euro per ogni giorno trascorso in carcere in violazione dell'articolo 3 della Convenzione dei diritti dell'uomo. Limitazione degli spazi a disposizione dei detenuti dovuta al sovraffollamento, mancanza di servizi igienici adeguati, illuminazione insufficiente, sono alcune delle condizioni che fanno scattare il risarcimento dei danni subiti. In queste condizioni ha dichiarato di essere stato recluso un ex detenuto del braccio comune dell'istituto penitenziario di Villa Stanazzo. L'uomo vi ha trascorso 717 giorni a partire dal 2012. Assistito dall'avvocato Elvezio Caporale, ha chiesto il risarcimento dei danni, che gli è stato accordato dal giudice Ciro Riviezzo del tribunale dell'Aquila, competente in materia.
All'ex carcerato il ministero di Giustizia dovrà risarcire poco più di 5mila euro. "Il ricorrente ha avuto a disposizione nella cella meno di 3 metri quadrati di spazio", sancisce il decreto del tribunale emesso il 18 febbraio, "con condizioni di illuminazione ed igieniche precarie, mancanza di acqua calda, di doccia e di aspirazione nel bagno privo di areazione naturale, difetto di riscaldamento, in una condizione generale di sovraffollamento carcerario".
Gli ultimi dati che riguardano la popolazione del supercarcere frentano, che ospita anche sezioni di alta sicurezza (416 bis) parlano di 290 detenuti, mentre la capienza regolamentare è di 180. Nell'ottobre 2013 la Uil-Pa penitenziari fotografò le condizioni del penitenziario, dove nelle celle singole vengono stipati tre detenuti e il terzo letto si trova a 45 centimetri dal soffitto. Nel luglio 2012 Antigone, l'Osservatorio nazionale sulle condizioni di detenzione, insieme all'angustia degli spazi testimoniò anche di bagni con impianti di areazione mal funzionanti, interruzioni nell'erogazione dell'acqua e macchie di umidità su pareti e soffitti.









