di Alberto Gentili
Il Messaggero, 30 novembre 2019
"Beh, adesso che anche i magistrati dicono che lo stop alla prescrizione crea gravi squilibri, forse Bonafede e Di Maio la smetteranno di dirci che difendiamo i corrotti". Il vicesegretario dem Andrea Orlando, al termine di una nuova giornata campale sul fronte della giustizia, può finalmente festeggiare.
L'Anm si schiera con il Pd e Italia Viva nella battaglia contro l'entrata in vigore dal primo gennaio della riforma del Guardasigilli Alfonso Bonafede varata dal governo giallo- verde: "Svincolata dall'insieme di riforme strutturali necessarie, rischia di produrre squilibri complessivi", denuncia il presidente dei magistrati Luca Poniz.
La novità non è da poco. E cade dopo che i 5Stelle sono tornati all'offensiva contro Pd e Iv. Luigi Di Maio, con il solito tono ultimativo, in mattinata ha messo a verbale: "Lo stop alla prescrizione entra in vigore dal primo gennaio".
Punto. E al diavolo gli alleati che chiedono, come spiega l'esperto di giustizia del Pd Michele Bordo, "soltanto che siano garantiti tempi certi e brevi per la durata dei processi. Non è possibile che si resti imputati a vita. Lo Stato già ora deve 1 miliardo di euro per l'equa riparazione in caso di processi più lunghi di 6 anni". In questa situazione di stallo sarà il premier Giuseppe Conte, la settimana prossima, a cercare una mediazione. Il vertice non è stato ancora fissato, ma è dato per certo sia da Bonafede, sia da Orlando. Il problema è che finora 5Stelle e Pd non sono riusciti a mettersi d'accordo.
Il Guardasigilli ha proposto di fissare un termine massimo per la durata dei processi di 4 anni, ma allo stesso tempo - a giudizio dei dem - "non introduce sanzioni per i giudici ritardatari in grado di costituire un vero deterrente". Il terrore di Di Maio e Bonafede, nel caso in cui non si raggiungesse un'intesa, è che il Pd possa votare la prossima settimana a favore dell'urgenza per il disegno di legge presentato dal forzista Enrico Costa che cancellerebbe lo stop alla prescrizione. Ma questo è escluso: "Anticiperebbe la votazione di appena una decina di giorni, non avrebbe senso far fibrillare la maggioranza per questo risultato".
È invece probabile che i dem, determinati come spiega il segretario Nicola Zingaretti "a fissare tempi brevi certi" alla durata del processi, utilizzino il ddl Costa come "veicolo" per far approvare un emendamento che introdurrebbe la "prescrizione processuale", quando il procedimento penale supera il termine massimo di durata. Oppure, "ancora meglio", un "emendamento di mediazione" con i grillini. Non sfugge infatti a nessuno al Nazareno che uno strappo così grave sulla giustizia terremoterebbe il governo rosso-giallo.
Proprio per questa ragione Orlando spera che invece di emendamento, possa essere approvata la riforma complessiva del processo penale. Quella che contiene anche il sistema di elezione del Csm e il nuovo patteggiamento. Se la mediazione non andrà in porto, nel Pd c'è chi è pronto allo scontro. "Bonafede dice che sarebbe grave un asse tra noi e Forza Italia e Lega sulla prescrizione? Faccia pace con sé stesso", dice un autorevole esponente dem, "sarebbero forzisti e leghisti a votare la nostra riforma. Quella che i grillini bocciarono insieme a Salvini".










