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di Valentina Stella

Il Dubbio, 10 maggio 2026

Dopo il faccia a faccia con il Guardasigilli, l’Associazione magistrati chiede la conferma a tempo indeterminato di tutto il personale del “team del giudice” e lo stop alla riforma del Gip collegiale fino all’adeguamento degli organici. Ufficio per il processo, riforma del gip collegiale, risorse informatiche e carceri: sono questi i quattro temi intorno ai quali ruotano le proposte che l’Anm ha sottoposto ieri all’attenzione del ministro della giustizia Carlo Nordio con il quale, il 29 aprile scorso, c’è stato, dopo la vittoria del No al referendum, un primo incontro per la ripresa di un confronto sulle questioni della giustizia, a cui aveva partecipato anche il Cnf.

Per quanto riguarda il comparto degli addetti all’ufficio per il processo, “occorre stabilizzarlo e garantire la continuità del modello organizzativo oltre il 30 giugno 2026”. Per questo l’Anm propone di “stabilizzare a tempo indeterminato tutto il personale precario degli addetti all’Ufficio per il processo attualmente in servizio, incluse le circa 1.500 unità ancora escluse, e di attingere alla graduatoria di circa 1.800 idonei non vincitori per coprire ulteriori uffici”. Nei giorni scorsi è stato siglato un accordo fra via Arenula e rappresentanze dei lavoratori che ribadisce l’assunzione definitiva nell’organico della Giustizia di gran parte dei giuristi addetti all’Ufficio per il processo: esattamente 9.368. Altri 1500, seppur non immessi immediatamente nella pubblica amministrazione, vengono inseriti in una graduatoria triennale, dalla quale il ministero confida di riuscire a reclutare tutti, con un eventuale temporaneo utilizzo di alcune risorse in funzioni diverse da quelle dell’Upp, ormai noto come “team del giudice”.

L’Anm torna poi a ribadire le criticità legate alla prossima entrata in vigore, fissata per fine agosto, della riforma del gip collegiale puntando il dito contro la carenza di organici. Per questo l’Associazione delle toghe chiede di “differire l’entrata in vigore della norma fino al completamento dell’adeguamento delle piante organiche degli uffici gip italiani”, utilizzando il periodo di rinvio “per valutare se il procedimento previsto dalla legge garantisca un equilibrio efficace tra la necessità di decisioni più ponderate e quella di una tutela cautelare tempestiva ed efficace”.

I magistrati pongono poi sul tavolo il problema legato all’informatica: “I problemi per il processo civile telematico sono costanti. I malfunzionamenti dell’applicativo per il processo penale compromettono l’efficienza degli uffici giudiziari: è necessaria - sottolinea l’Anm - una reingegnerizzazione completa del sistema”.

Infine, quanto al tema delle carceri, il sindacato delle toghe guidato da Giuseppe Tango torna a puntare l’attenzione su un “sistema penitenziario in crisi: sovraffollamento, carenze di personale e risorse insufficienti richiedono interventi immediati sia per migliorare le condizioni di vita detentiva, sia per alleggerire il carico degli uffici di sorveglianza”. A tal fine, tra le proposte di Anm, ci sono quelle di “definire misure immediate per diminuire in tempi brevi il sovraffollamento; realizzare un serio ampliamento delle misure alternative; trasmettere all’Agenzia delle Entrate la competenza sulla rateizzazione delle pene pecuniarie, coinvolgendo gli uffici di sorveglianza solo in caso di mancato pagamento; elevare a due anni il limite di pena dell’articolo 678 co. 1ter cpp per i condannati liberi in sospensione, alleggerendo il carico del Tribunale di Sorveglianza; facilitare l’accesso all’affidamento in prova e alla detenzione domiciliare, rendendole più ricche di contenuti risocializzanti; incrementare la dotazione di braccialetti elettronici, i posti in Rems e il personale medico, educatori e psicologi negli istituti penitenziari; affrontare le criticità degli Ipm e la previsione di investimenti adeguati per risanare le strutture penitenziarie”.