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di Giusy Ferreli


La Nuova Sardegna, 24 novembre 2019

 

Gli avvocati discutono sulla paventata chiusura del "San Daniele". Nessuna nuova, buona nuova. Almeno per il momento. Nella scrivania di Maurizio Veneziano, provveditore regionale alle carceri, non è arrivato alcun provvedimento che decreta la chiusura del carcere di Lanusei.

Lo riferisce il sindaco Davide Burchi all'indomani dell'incontro con la massima autorità dell'amministrazione penitenziaria in Sardegna. "Tutto ciò - commenta l'amministratore comunale - fa ben sperare perché chiudere un istituto di pena e organizzare il trasferimento dei detenuti non è un'impresa di poco conto".

Il primo cittadino, nella sua duplice veste di amministratore e avvocato del Foro ogliastrino, incassa le rassicurazioni del funzionario statale, incontrato mercoledì sera a Cagliari, ma continua a tenere alta la guardia dopo le indiscrezioni sulla possibile chiusura della casa circondariale rilanciate dal deputato e segretario regionale della Lega, Guido De Martini, prima e dall'assessore regionale ai Trasposti, l'ogliastrino Giorgio Todde, poi.

"È chiaro - chiosa il sindaco Burchi - che una scelta di questo genere avrebbe ripercussioni immediata anche sul Tribunale, già in affanno per la mancanza di giudici, e di conseguenza sull'intero territorio che non può sopportare ulteriori ridimensionamenti dei servizi".

I due scottanti argomenti saranno al centro dell'assemblea straordinaria delle toghe convocata per questa mattina da Gianni Carrus, presidente del Consiglio dell'ordine degli avvocati. Dalla riunione potrebbero scaturire nuove proteste in difesa del carcere che, già nel 2017 era finito sotto la lente d'ingrandimento del Ministero della giustizia.

Allora ci fu una mezza sommossa popolare che fermò ogni velleità di chiusura. A preoccupare gli operatori della giustizia e gli amministratori comunali, tuttavia, non è soltanto la ventilata(ma mai confermata) chiusura del carcere di san Daniele ma anche la carenza di organico nel presidio di giustizia ogliastrino.

Qui, i procedimenti, sia quelli penali sia quelli civili, stanno subendo innumerevoli rinvii a causa della mancanza di giudici e il timore è che non si riesca ad assicurare tempi ragionevoli per la celebrazione dei processi. Il terzo tassello della vertenza sui servizi riguarda, infine, la sanità. Anche in questo caso l'incertezza regna sovrana con l'ospedale ridotto ai minimi termini per mancanza di medici.