di Errico Novi
Il Dubbio, 29 gennaio 2021
"A volte non servono sforzi interpretativi: la legge è chiara. Anzi, è chiaro il diritto. Che è definito dalla legge e prima di tutto dalla Costituzione". Alessio Lanzi, consigliere laico del Csm, fino al giorno prima di essere eletto (su indicazione di Forza Italia) a Palazzo dei Marescialli ha svolto attività da avvocato penalista, oltre a tenere una cattedra alla Bicocca. Ieri ha difeso un magistrato: Catello Maresca. Lo ha fatto come relatore della pratica relativa all'ipotesi di "incompatibilità ambientale" per il pm napoletano. Maresca, in servizio presso la Procura generale, da mesi è indicato sui giornali come possibile candidato sindaco del centrodestra nel capoluogo campano. "Ma lui non ha formalizzato alcuna candidatura, e sarebbe stato impossibile visto che neppure c'è la data del voto, né l'ha mai annunciata", ricorda Lanzi. "Ritenerlo incompatibile con l'esercizio delle funzioni a Napoli avrebbe semplicemente privato il dottor Maresca del diritto a partecipare a elezioni riconosciuto a tutti i cittadini dall'articolo 51 della Costituzione. Ecco perché ho votato per l'archiviazione della pratica, approvata dal plenum".
Tanto per fare ordine: se non ha formalizzato alcunché, su quale base poteva essere trasferito?
Non c'era alcuna base giuridica, infatti. La pratica è stata aperta dopo la segnalazione trasmessa al Csm dal capo dell'ufficio presso cui Maresca è in servizio, il pg di Napoli Luigi Riello. Abbiamo esaminato il caso in prima commissione, e abbiamo approvato una delibera con proposta al plenum di archiviazione, appunto.
Eppure in plenum è finita 12 a 9, con un astenuto. C'è mancato poco che su Maresca si aprisse una procedura di trasferimento...
Le ragioni di un trasferimento non esistono. È stata compiuta l'unica scelta compatibile col diritto vigente. Da una parte l'articolo 51 riconosce a tutti, magistrati inclusi, la possibilità di partecipare a elezioni politiche o amministrative. Dall'altra la legge preclude la candidatura nel luogo in cui il magistrato abbia esercitato le proprie funzioni fino a 6 mesi prima, ma solo per il Parlamento. Nelle istituzioni locali è prevista semplicemente l'aspettativa dopo aver formalizzato la candidatura.
In plenum i consiglieri Cascini e Marra hanno detto: ormai Maresca è un candidato di fatto...
Primo: lui non ha mai confermato di volersi candidare. Lo dicono altri, e in ogni caso non si può rispondere per altri. I giornali hanno scritto che lo avrebbe contattato Silvio Berlusconi, alcuni articoli hanno dato rilievo alle parole del parroco che ne conoscerebbe gli intenti profondi... Una cosa è certa: non si può limitare un diritto costituzionale sulla base di una legge che non esiste. Sarebbe pericoloso tentare di forzare il quadro normativo, per almeno due motivi.
Quali?
Prima di tutto, se bastano voci sulla possibile candidatura di un magistrato perché il Csm lo trasferisca, chiunque può decidere di colpire un pm o un giudice sgradito con illazioni simili: lo fa mandar via dall'ufficio in cui lavora. Con buona pace dell'autonomia e indipendenza. Secondo: se la legge non preclude quanto l'articolo 51 della Carta in linea generale consente, allora al magistrato interessato a candidarsi al Comune o alla Regione devono essere consentite anche le attività prodromiche: cioè le interviste, le dichiarazioni, o anche semplicemente le interlocuzioni di cui poi magari la stampa dà conto.
Il consigliere Nino Di Matteo ha definito preziosi i candidati che provengono dalla magistratura ma anche dall'avvocatura. Allora non è vero che l'area più intransigente del mondo giudiziario considera gli avvocati inaffidabili...
Il consigliere Di Matteo non potrebbe mai condividere le illazioni rivolte agli avvocati da qualche esponente politico inavveduto. Da quanto ho potuto osservare in prima commissione, dove siamo entrambi, non la pensa affatto in quel modo. La sua esperienza di magistrato gli ha consentito di comprendere quanto sia essenziale la funzione del difensore.
Maresca che candidato sindaco sarebbe?
L'ho visto solo in foto. Mi sono impegnato nella discussione sul caso in difesa di un principio. Non ne ho idea, francamente.
Chiamato in audizione dai 5 stelle in commissione Giustizia, spiazzò tutti: fu assai critico sulla riforma della prescrizione...
Allora sono ancor più contento di aver affermato il principio, perché evidentemente mi sono impegnato per una persona davvero dotata di indipendenza.
A proposito: sulla prescrizione c' è appena caduto un governo...
Sono compiaciuto delle critiche rivolte dal dottor Maresca a quella norma proprio perché io stesso ho scritto in questi anni numerosi contributi per sostenere che la modifica sulla prescrizione è di stampo sostanzialmente medievale. Non è il giusto processo: è la santa inquisizione. A proposito di principi costituzionali da rispettare: l'articolo 111 non solo stabilisce che il processo deve avere durata ragionevole, ma anche che la legge deve concorrere a tale esito. E invece la nuova prescrizione fa in modo che avvenga esattamente l'opposto, e cioè che il processo abbia una durata non ragionevole. Il Medioevo, appunto.











