di Elisabetta Soglio
Corriere della Sera, 15 novembre 2021
L'omelia del Pontefice nella Basilica Vaticana davanti a 2mila indigenti e ai volontari. L'analisi di Coldiretti-Istat: "Sono 5,6 milioni, non voltiamoci dall'altra parte". È questo l'appello di Papa Francesco in occasione della quinta Giornata Mondiale dei Poveri. E non "dobbiamo aver paura a guardare da vicino la sofferenza dei più deboli", ha poi aggiunto il Pontefice in un passaggio dell'omelia della messa celebrata nella Basilica Vaticana davanti a 2mila poveri ed indigenti, assieme ai volontari delle realtà caritative di Roma. Un richiamo forte a un impegno più diretto e costruttivo, rivolto non solo alle istituzioni ma anche a ogni singolo cittadino. Perché la povertà è dietro ogni angolo, anche in ogni condominio, in ogni quartiere, in ogni comunità.
È una vera emergenza, aggravata dalla pandemia, proprio come evidenziato dall'analisi della Coldiretti su dati Istat, secondo la quale è cresciuto a 5,6 milioni il numero degli italiani in condizioni di povertà assoluta. È l'onda lunga del Covid-19. "Fra i nuovi fragili - viene indicato nella ricerca - ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, persone impiegate nel sommerso e che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie che sono state fermate dalle limitazioni rese necessarie dalla diffusione dei contagi per Covid".
Ecco quindi il richiamo politico e sociale del Papa: "A noi, specialmente a noi cristiani, tocca organizzare la speranza, tradurla in vita concreta ogni giorno, nei rapporti umani, nell'impegno sociale e politico - ha detto nell'omelia. Se la nostra speranza non si traduce in scelte e gesti concreti di attenzione, giustizia, solidarietà, cura della casa comune, le sofferenze dei poveri non potranno essere sollevate, l'economia dello scarto che li costringe a vivere ai margini non potrà essere convertita, le loro attese non potranno rifiorire".
E ogni singolo deve fare la sua parte: "Siamo chiamati a scoprire Cristo nei poveri, a prestare ad essi la nostra voce nelle loro cause, ma anche ad essere loro amici, ad ascoltarli, a comprenderli e ad accogliere la misteriosa sapienza che Dio vuole comunicarci attraverso di loro". Senza voltarsi dall'altra parte.









