Il Centro, 19 giugno 2020
"Mi hanno comunicato dall'ufficio contenziosi della presidenza del Consiglio che hanno inoltrato la mia istanza per il risarcimento da ingiusta detenzione (sei anni di carcere e poi assolto) anche al ministero delle finanze". Lo dice Giulio Petrilli che sta portando avanti la sua battaglia.
"Ma mi hanno anche detto", prosegue, "che se non saldo il debito con l'Agenzia delle entrate che è intorno ai 200.000 euro per una condanna della corte dei conti, mai potrò accedere al risarcimento. Condanna subita in quanto da presidente Aret avevo stabilizzato quattro giovani precarie e ridotto l'indennità del direttore da 110.000 euro a 39.000.
Questo perché per i risarcimenti da ingiusta detenzione superiori a 5000 euro il ministero verifica se il beneficiario non ha inadempienze. La magistratura aquilana e la Corte dei conti non hanno mai condannato nessuno per la corruzione post terremoto, ma in tutti questi anni solo un'eccezione di condanna per due persone, a me per "abuso d'ufficio" e all'ex rettore del Convitto per non aver fatto evacuare la notte del terremoto dove anche lui rimase a dormire insieme ai suoi figli. Che vergogna".










