di Michela Santoro
laquilablog.it, 16 novembre 2024
Stamani la cerimonia conclusiva del Premio, al Ridotto del Teatro comunale.”Essere qui oggi è per me un’esperienza profondamente toccante. La poesia - ha dichiarato, da dentro il Carcere, il poeta e saggista, Durs Grunbein, ospite d’onore del XXIII Premio Letterario Internazionale ‘L’Aquila BPER Banca, intitolato a Laudomia Bonanni’ - è un linguaggio di libertà, una via per esplorare il mondo interiore e per comunicare emozioni e pensieri che spesso restano nascosti. Incontrare i detenuti e ascoltare le loro domande, mi ha ricordato quanto sia potente la parola, soprattutto in un luogo come questo, per riaffermare la propria umanità e trovare nuovi strumenti per affrontare la vita, una volta fuori da queste mura. È stato un onore, per me, entrare dentro il Carcere e condividere, con detenuti e studenti, questa passione per le parole e per le storie che portano con sé”.
È stata un momento molto toccante, la cerimonia di premiazione della sezione del Premio dedicata ai detenuti. Entrare in un carcere, anche se solo per una manciata di ore, non lascia indenni. Le parole lette dai detenuti, le loro domande, la profondità delle loro emozioni e del loro pensiero, sono andate dritte al petto dei presenti. Difronte a tanta profondità, l’uomo è capace di spogliarsi del pregiudizio e lasciare spazio alla sola trasparenza dell’anima, alla fiammella che brilla nel buio della coscienza. È vero, non è per caso che i detenuti sono rinchiusi in un carcere, così come non lo è, il fatto che la loro umanità voglia uscire fuori, a riscatto dell’errore.
“Il passato lo puoi dimenticare ma non lo puoi cancellare”, ha detto uno di loro. Il passato lo puoi dimenticare ma non lo puoi cancellare, sei marchiato a vita, vittima dell’onta cui il tuo stesso gesto ti ha condannato. E trovi ogni mezzo per venirne fuori. La poesia, ad esempio. Struggente e umana, cruda e di tutti, foriera di un messaggio universale che è quello dell’essere umano.
Portatrice sana di parole che appartengono a tutti, che possono fare bene o fare male, ma che, sicuramente, ci accomunano, livellandoci. Non c’è nulla di più democratico di una poesia. E il fatto di poterla esprimere in un carcere, ne è la riprova. Seduti uno a fianco a l’altro, in platea, mischiati al pubblico, i detenuti hanno respirato una goccia di normalità ricordando a tutti che senza l’essere umano, l’errore non avrebbe modo di esistere. E intanto, stamani, il Premio volge al termine con la cerimonia di premiazione dei vincitori delle Sezioni A - Poesia edita e Sezione B - Poesia degli studenti, alla presenza dell’Ospite d’onore.
I commenti - “Tornare all’interno del carcere - ha dichiarato la Presidente del Premio, on. Stefania Pezzopane - ha un significato profondo: questo concorso, unico in Italia e patrocinato dal Ministero della Giustizia, porta il potere espressivo della poesia oltre le sbarre. Per i detenuti che partecipano, la poesia rappresenta un mezzo di riflessione e riscatto, un canale per esplorare e comunicare sentimenti profondi che spesso non trovano altra via d’uscita. Ogni anno, i loro componimenti ci lasciano senza fiato, rivelando una profondità e una sapienza poetica che commuovono profondamente. Non conosciamo i loro nomi, né’ i reati per i quali stanno scontando la pena. I loro componimenti arrivano con dei numeri in codice. Il nostro giudizio è scevro da condizionamenti di sorta. Ed è impossibile trattenere l’emozione di fronte alla forza delle parole che leggiamo.”
“Siamo profondamente lieti di ospitare, per il tredicesimo anno consecutivo, questo prestigioso premio all’interno della nostra Casa Circondariale. Per i detenuti, questa iniziativa rappresenta molto più di una semplice competizione letteraria: è un’opportunità di esprimere se stessi, di dare voce alle proprie emozioni e riflessioni, e di aprire una finestra sul mondo esterno attraverso il linguaggio potente e universale della poesia. La scrittura diventa così un mezzo di riscatto, di introspezione e di riconnessione con l’umanità, elementi fondamentali per un percorso di crescita e di cambiamento. Siamo grati alla BPER e a tutti coloro che rendono possibile questa esperienza, che arricchisce profondamente la vita all’interno del nostro Istituto.” Così, Barbara Lenzini, Direttrice della Casa Circondariale L’Aquila.
“Portare la poesia tra i detenuti, attraverso il Premio BPER Banca intitolato a Laudomia Bonanni, aiuta a comprendere questa realtà, il mondo che circonda i detenuti e la loro particolare sensibilità che deriva anche dalla riflessione su quanto un ‘errore’, come evidenziato anche nei loro comportamenti, possa essere d’insegnamento per fare esperienza, migliorare e reinserirsi, a pieno titolo, nella società. La nostra Banca è fiera e orgogliosa di sostenere un momento culturale di così alto livello che supera gli steccati canonici per arrivare anche alle fasce più deboli della società”, il commento del responsabile della Direzione regionale Centro est di BPER, Giuseppe Marco Litta











