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www.primonumero.it, 8 marzo 2015

 

Si è ferito con una lametta da barba venerdì sera nella cella di sicurezza del penitenziario di Larino, ma l'agente di guardia se n'è accorto e ha chiamato i soccorsi. Medicato e suturato in ospedale, ora il 32enne arrestato per rapina e violenza non è in pericolo ma le sue condizioni sono serie. Il giovane era scomparso da Crotone ed era arrivato in treno a Campomarino dove con un bastone di legno aveva cercato di rapinare due famiglie per procurarsi un'auto durante una serata rocambolesca, terminata con l'arresto dei carabinieri. In carcere aveva cercato di evadere rinchiudendo gli agenti in cella e prendendo le chiavi.

Ha cercato di evadere la notte tra lunedì e martedì scorsi, quando subito dopo l'arresto - avvenuto a Campomarino - ha rinchiuso due agenti di polizia penitenziaria in cella impossessandosi delle chiavi e provando a fuggire. È stato fermato prima, ed è rimasto fino a venerdì sera in una cella di sicurezza del cercare di Monte Arcano a Larino. Poi, ieri, ha tentato di togliersi la vita.

Il giovane di nazionalità romena che era scomparso da Isola di capo Rizzuto in Calabria e a Campomarino lido aveva tentato per ben due volte di procurarsi un'auto minacciando le famiglie proprietarie con un grosso bastone, si è tagliato la gola usando una lametta da barba.

È accaduto nel tardo pomeriggio di ieri, 6 marzo. I.O., queste le sue iniziali, si è lacerato la gola mentre si trovava rinchiuso in una cella del penitenziario, da solo. L'agente di turno tuttavia se n'è accorto prima che accadesse l'irreparabile. Ha visto l'uomo coperto di sangue e ha chiamato i colleghi, quindi i soccorsi del 118.

Il romeno, che evidentemente ha una storia ancora tutta da ricostruire, è stato trasportato d'urgenza nel Pronto Soccorso dell'ospedale San Timoteo e qui affidato ai medici del reparto che lo hanno medicato e suturato. Il taglio è abbastanza profondo ma la lama non è arrivata alla giugulare: dunque l'uomo non è in pericolo di vita sebbene le sue condizioni restino gravi. Si trova in una camera di sicurezza ospedaliera, ma non a Termoli, piantonato dagli agenti penitenziari.

L'episodio va ad aggiungersi a una vicenda piena di punti interrogativi, e apre al sospetto che il giovane soffra di gravi disturbi psichici. Era stata sua moglie, dalla Calabria, a dare l'allarme attivando le ricerche a Campomarino. Nel comune molisano, lunedì sera, il cittadino romeno era stato arrestato dai carabinieri della stazione locale e dai colleghi della Compagnia di Termoli al termine di una serata rocambolesca.

L'uomo ha minacciato due famiglie residenti in zona Marinelle, al lido, con un bastone di legno. Voleva un'auto per fuggire e allontanarsi dopo essere arrivato - per ragioni ancora ignote - in Molise col treno. Prima la fuga attraverso un canale di bonifica, poi l'aggressione ai militari dell'Arma che erano piombati nel giardino della seconda abitazione.

Secondo la ricostruzione dei militari dell'Arma ha fatto di tutto per sfuggire all'arresto, tanto che quando è stato infine trasferito in carcere per tentata rapina e violenza contro pubblico ufficiale, ha cercato di evadere in una maniera che pare ispirata a un film. Ha aggredito gli agenti di polizia penitenziaria, ha rubato loro le chiavi e li ha rinchiusi nel Reparto del carcere dove era stato portato, con l'obiettivo di scappare.

Altre guardie lo hanno però affrontato e bloccato. "I poliziotti - aveva fatto il sindacato autonomo d polizia carceraria - nonostante fossero feriti, sono riusciti a contattare gli altri agenti di servizio in carcere, che hanno rintracciato l'uomo all'interno della struttura detentiva e lo hanno immobilizzato, conducendolo in cella".

Nei giorni scorsi è stato interrogato dal Gip e si trovava in attesa di processo con rito abbreviato. Ma I.O. in carcere non ci vuole stare. E così ieri ha provato a togliersi la vita usando una lametta per la barba, secondo una modalità diffusa tra i detenuti.