di Mattia Feltri
La Stampa, 21 aprile 2026
Ho perduto il conto di quanti decreti sicurezza abbia emanato il governo Meloni, nei tre anni e mezzo del suo regno. Ora ne sta per essere prodotto un ennesimo, poiché come è risaputo in Italia c’è l’emergenza criminalità, e niente la ferma, nemmeno una tale profusione di decreti, di nuovi reati, di pene aggravate, di carceri riempite. E a furia di occuparsi di questa emergenza, non c’è proprio tempo di occuparsi di un’altra, quella dei vaccini, anche perché nessuno o pochissimi paiono allarmarsi. L’Organizzazione mondiale della sanità segnala che in Europa, per mancata vaccinazione, il 2024 è stato l’anno record per contagi da pertosse e da morbillo.
Fra i Paesi europei, soltanto la Bulgaria ha più contagi dell’Italia, mentre al Mayer di Firenze si è stimato che negli ultimi anni i casi di pertosse si sono decuplicati. Molto, molto meno allarmati, dicevo, perché i morti provocati dalla criminalità sono stati 286 nel 2025, ed erano 335 nel 2024, in entrambi i casi per il tasso di omicidi più basso d’Europa. Invece i morti per morbillo e per pertosse si contano sulle dita di una mano e, anche se sono sempre neonati, nessuno coglie l’urgenza di un decreto salute o di un decreto vaccini. Nemmeno pensando al papillomavirus, che in Italia fa tremila morti l’anno, soprattutto donne, e nonostante il vaccino sia gratuito; oppure pensando alla polmonite pneumococcica, che di morti ne fa ottomila, soprattutto anziani, e di solito non vaccinati. Praticamente, per ogni vittima d’assassinio, ci sono quasi trenta vittime da polmonite. Sono più criminali certe politiche di certi delinquenti.











