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latinatoday.it, 30 marzo 2024

Incontro tra il Garante regionale dei detenuti e i vertici della Asl di Latina per arginare il fenomeno di chi si toglie la vita in cella. Sistema carcerario ancora sotto i riflettori nel Lazio alla luce di nuove e vecchie difficoltà. Strutture inadeguate, sovraffollamento, carenza di personale sanitario, disagio psichico diffuso e suicidi sono le criticità che caratterizzano gli istituti penitenziari della nostra regione dove sono detenute quasi 6.700 persone con un tasso di affollamento effettivo del 141%.

La denuncia arriva ancora una volta dal Garante dei detenuti Stefano Anastasia che numeri alla mano parla di una vera e propria emergenza e sottolinea la necessità di interventi drastici in tempi brevi. Le condizioni di vita all’interno degli istituti di pena hanno prodotto dall’inizio dell’anno 27 suicidi in Italia uno dei quali si è verificato nel carcere di Latina. E proprio nei giorni scorsi il Garante ha partecipato presso la Asl di Latina ad una riunione per la predisposizione del nuovo piano di prevenzione del rischio suicidario.

A sollecitare la riunione del cosiddetto tavolo sulla sanità penitenziaria lo stesso Anastasìa allo scopo di rinnovare i rapporti di collaborazione tra la direzione della casa circondariale del capoluogo pontino e l’Azienda sanitaria. All’incontro hanno partecipato oltre allo stesso Anastasìa, il direttore generale facente funzioni della Asl Sergio Parrocchia, il direttore della casa circondariale Pia Paola Palmeri, il responsabile medico per conto della Asl Antonio Ciurleo, il responsabile delle attività educative di via Aspromonte Rodolfo Craia, e il dirigente del Dipartimento salute mentale. Su questo fronte nel Lazio, grazie ai tavoli tecnici interistituzionali sulla sanità penitenziaria, si sta lavorando puntando a un aggiornamento di tutte le misure di prevenzione del rischio suicidario. L’impegno assunto per Latina comunque quello di procedere nel giro di qualche mese a rivedere il piano di prevenzione dei suicidi che risale al 2019, strumento fondamentale per verificare lo stato dei detenuti da un punto di vista psicologico. È inoltre in atto un aggiornamento del protocollo siglato dalla Asl con Procura e Tribunale finalizzato a individuare soluzioni alternative alla detenzione, ove ciò sia possibile, nei casi di persone che presentino disturbi mentali.