di Matteo Scarlino
latinatoday.it, 21 luglio 2025
Caldo, sovraffollamento, carenza di personale. Il quadro del sindacato, le reazioni della politica. Era stato portato in ospedale per un malore e poi dimesso. Una volta rientrato in carcere si è sentito di nuovo male. E questa volta il secondo malore è stato fatale per un detenuto del casa circondariale di Latina, che ha perso la vita nei giorni scorsi. Il caso riapre ora l’annosa questione delle condizioni delle carceri del Lazio, spesso critiche per il sovraffollamento, la carenza di organico del personale, il caldo.
“La recente tragedia avvenuta all’interno della casa circondariale di Latina, dove un detenuto ha perso la vita dopo un secondo malore, ci ricorda con forza quanto sia urgente intervenire sulle condizioni del nostro sistema penitenziario - dichiara il senatore di FdI, Nicola Calandrini - Esprimo il mio cordoglio alla famiglia del detenuto e la mia piena solidarietà agli operatori e alla polizia penitenziaria, che lavorano ogni giorno con grande professionalità e dedizione, spesso in condizioni critiche”.
La situazione della casa circondariale di via Aspromonte, che conta 139 detenuti a fronte di 77 posti disponibili, è emblematica di un sistema sotto pressione. “Ma è anche il segno di decenni di immobilismo che finalmente stiamo affrontando con responsabilità e concretezza - aggiunge il senatore Calandrini - Come previsto dall’articolo 27 della nostra Costituzione, la pena deve tendere alla rieducazione del condannato. Questo principio non può prescindere da ambienti dignitosi, sicuri e funzionali, per i detenuti, ma anche per chi ogni giorno svolge il proprio lavoro dietro le sbarre. Rieducazione significa anche umanità, e l’umanità passa dai luoghi. Il Governo Meloni ha avviato un piano straordinario di investimenti nell’edilizia penitenziaria, con nuove strutture, ristrutturazioni e un rafforzamento degli organici della Polizia Penitenziaria. È un percorso che richiede tempo, ma è già in atto. A Latina, grazie all’impegno del sottosegretario Delmastro, si è svolto un sopralluogo istituzionale proprio per valutare, dopo anni di immobilismo, l’ipotesi concreta di realizzare un nuovo carcere fuori dal centro cittadino: una soluzione strategica per alleggerire il quartiere, garantire maggiore sicurezza e restituire dignità alla funzione detentiva.
Il carcere deve essere un luogo che garantisca legalità, ordine e recupero. Non servono slogan o scorciatoie: servono impegno, visione e rispetto per la dignità di tutti. Continuerò - conclude Calandrini - a seguire da vicino l’evoluzione della vicenda, con l’obiettivo di offrire a Latina una struttura adeguata e all’altezza del compito che la Costituzione ci affida”.
A fare il punto della situazione del sistema penitenziario è Massimo Costantino, segretario della Fns Cisl Lazio: “Purtroppo registriamo che il sovraffollamento nelle carceri è pari a 1.403. Questi i numeri dei detenuti in più nelle carceri della regione Lazio, un dato aggiornato al 30 giugno 2025, dove la capienza regolamentare prevista è di 5.307 mentre in carcere sono presenti 6.710 detenuti. La carenza di personale di polizia penitenziaria nella regione Lazio è invece di 900 unità. In ambito nazionale 10.105 sono i detenuti cosiddetti definitivi, con pena residua sotto i 24 mesi, per reati diversi, da quelli ostativi di cui all’articolo 4 bis della Legge di ordinamento penitenziario e che negli ultimi 12 mesi non hanno riportato sanzioni disciplinari gravi.
Sono potenzialmente fruitori di misure alternative alla detenzione in carcere e occorre urgentemente intervenire sulla questione. È sempre più urgente rilanciare gli investimenti e le assunzioni della polizia penitenziaria, affrontando anche il drammatico sovraffollamento delle strutture carcerarie, che nega una vita dignitosa alla popolazione detenuta, allontana l’obiettivo della riabilitazione ed espone gli operatori e gli addetti alla sicurezza a stress, rischi e tensioni inaccettabili. Ricordiamo che solo alcuni giorni fa un detenuto è morto suicidandosi a Frosinone, mentre un altro è deceduto a Latina per un malore”.











