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Ansa, 6 gennaio 2015

 

Una delegazione dei Radicali Italiani, nell'ambito dell'iniziativa politica Satyagraha di Natale con Marco Pannella, ha fatto visita questa mattina alla casa circondariale di Latina, dopo le tappe a Regina Coeli, Rebibbia e Sollicciano. Alla visita hanno partecipato Ilari Valbonesi, membro del Comitato nazionale Radicali italiani, e Alessio Fransoni, accompagnati dal vicesindaco di Latina Enrico Tiero e dallo scrittore pontino Antonio Pennacchi.

"Il sovraffollamento carcerario - ha spiegato al termine della visita Ilari Valbonesi - è un dato di fatto. La sentenza Torreggiani ha già condannato l'Italia ma il Governo non sembra particolarmente preoccupato di garantire reali condizioni dignitose alla popolazione carceraria. I Radicali hanno consegnato un dossier al Consiglio d'Europa, ma tutto questo non è mai stato preso in considerazione".

Per quanto riguarda nello specifico il carcere di Latina, Ilari Valbonesi e Alessio Fransoni hanno sottolineato le carenze strutturali dell'edificio, non adeguatezza del supporto psicologico offerto ai detenuti e gli spazi ridotti, sottolineando tuttavia come, all'interno della struttura, "il principio di rieducazione sia stato comunque ben recepito e applicato". Lo scrittore Pennacchi ha invece descritto la casa circondariale di Latina come un luogo freddo e buio e ha lamentato il fatto di non essere riuscito ad avere contatti diretti con i detenuti, di non aver potuto dialogare con loro.

"Non sono mai stato dei Radicali - ha spiegato Pennacchi alla stampa a margine della visita - ma ho favorevolmente accolto il loro invito perché credo che il carcere va conosciuto e visitato. Noi siamo il Paese di Beccaria, il Paese che per primo ha riflettuto sui delitti e sulle misure di detenzione. Questo concetto della rieducazione e del recupero nasce in Italia, dobbiamo ricordarlo. Chi come me racconta storie sa bene che il bene e il male convivono dentro ognuno di noi". Fransoni ha infine ricordato che nella struttura sono attualmente ospitati 122 detenuti, contro una capienza di circa 75, la gran parte dei quali in attesa di giudizio.

 

In cella al freddo e al buio, di Rita Cammarone (Corriere di Latina)

 

"Satyagraha di Natale con Marco Pannella", a Latina vietato parlare con i detenuti. Pennacchi "indigesto" alla direzione. In cella al freddo e al buio. È questa la situazione dei detenuti, presso la casa circondariale di Latina, riscontrata questa mattina dalla delegazione dei Radicali nell'ambito dell'iniziativa "Satyagraha di Natale con Marco Pannella", finalizzata alla rimozione immediata delle cause strutturali che fanno delle carceri italiane luoghi di trattamenti inumani e degradanti, l'introduzione del reato di tortura nell'ordinamento penale italiano, l'abolizione dell'ergastolo, la nomina del Garante Nazionale dei Detenuti, il rafforzamento del diritto alle cure e alla salute, l'affermazione della legalità nell'amministrazione della giustizia penale e civile, a tutela delle regole fondamentali della democrazia.

Le porte del carcere di via Aspromonte questa mattina si sono "aperte" per consentire la visita programmata di Ilari Valbonesi (membro del Comitato nazionale Radicali Italiani), Alessio Fransoni, il vice sindaco Enrico Tiero e il Premio Strega di Latina, lo scrittore Antonio Pennacchi. Una visita a metà, con porte aperte sì, ma senza possibilità di colloquio con i detenuti e con un Pennacchi indigesto, forse, alla direzione. Un incidente diplomatico?

Tutt'altro, considerando che il "personaggio" sarebbe risultato poco gradito in quanto non rappresentativo di alcuna istituzione. Al suo passaggio in cortile però il riscatto: alcuni detenuti presenti lo hanno riconosciuto e gridato "Forza Latina". "Io ho risposto con un saluto - ha raccontato lo scrittore - ma con loro avrei voluto parlare. Ho accettato l'invito dei Radicali proprio per loro. Perché nelle carceri ci sono persone e non soltanto delinquenti".

E se Tiero ha dovuto abbandonare la visita alle sue prime battute per impegni istituzionali, i due radicali e lo scrittore pontino hanno portato a termine la loro missione nei limiti del possibile. Non una parola con i detenuti: l'autorizzazione concessa, ha spiegato la Valbonesi, non lo prevedeva a differenza di ciò che è stato consentito nel corso delle visite organizzate per la "Satyagraha di Natale con Marco Pannella". La direzione del carcere si sarebbe trincerata dietro all'assenza di un parlamentare.

"Già - ha commentato Pennacchi - perché lì dentro la direzione avrebbe voluto solo politici. Fin quando è stato presente Tiero l'atteggiamento è stato ben diverso". Nessuna parola e soprattutto nessun dato: oltre alle cifre già note (122 ospiti, la quasi totalità - fatta eccezione della trentina di donne presenti - in attesa di giudizio), la direzione del carcere, come riferito dalle delegazione, non avrebbe fornito alcunché. Pare che a mettere i responsabili della struttura carceraria di via Aspromonte sulla difensiva siano stati gli "effetti" di un servizio di Report.

Alla nota trasmissione di Raitre sarebbe stata contestata l'elaborazione dei dati forniti. Ma la storia di oggi è un'altra. Incontrovertibile. Un carcere freddo e buio. Due condizioni che - ci tiene a precisare Fransoni - nulla hanno a che vedere con la pena e quindi né con la limitazione della libertà né con la rieducazione. Il freddo e il buio sono una tortura. Il freddo e il buio che nel carcere di Latina dipendono da una questione strutturale: si tratta di un edificio degli anni Trenta che oggi è compromesso da una forte umidità e da ambienti, come l'infermeria, che d'estate raggiungono temperature elevatissime e d'inverno diventano una ghiacciaia.

Insomma, a Latina una casa circondariale in linea con la media dei carceri italiani: fatiscenti, sovraffollati con scarsa assistenza sanitaria e psicologica. Nella struttura, con 122 "ospiti" per una capienza di 76, sono state notate celle con letti a castello a tre piani. E i numeri starebbero stretti anche in termini di metri quadrati a disposizione di ogni singolo detenuto. "Spesso si bara - ha detto Fransoni in generale - sulla superficie calpestabile dove lo spazio occupato dal letto non viene sottratto alla metratura della cella".

Insomma, nulla di buono in via Aspromonte? A sorpresa una nota positiva: il personale del carcere. La delegazione oggi se non ha potuto avere alcun contatto diretto con i detenuti ha potuto però parlare con il personale della casa circondariale e con gli agenti di Polizia penitenziaria. "Grandissima umanità da parte del personale tutto - ha riassunto Pennacchi - e una direzione fredda".

"Il personale del carcere di Latina - ha spiegato la Valbonesi - ci è sembrato consapevole delle problematiche e del valore della rieducazione, dotato di buona volontà. Ma non è facile portare avanti iniziative di rieducazione in un contesto di transito (detenuti in attesa di giudizio) e con popolazione di nazionalità diverse".

Pennacchi ha donato alla biblioteca del carcere alcune copie dei suoi libri. "Il minimo che potessi fare - ha detto -. Dopo il Premio Strega sono stato invitato a Rebibbia e nel carcere "San Michele" di Alessandria. In entrambi ho potuto parlare con i detenuti. Oggi è stata la prima volta che ho visitato il carcere della mia città. Se sapevo che non avrei potuto avere un colloquio diretto con gli ospiti non ci sarei neanche venuto. Non sono mai stato radicale, e Marco Pannella non mi è mai piaciuto a differenza di Emma Bonino. Ma appena ricevuto l'invito dei radicali a partecipare a questa iniziativa ho detto subito di sì". Pennacchi ha citato Cesare Beccaria: "Nelle carceri non ci sono solo delinquenti, ma persone. Le persone sono qualcosa di più. Siamo il paese di Beccaria...

Il concetto di recupero è un'altra storia e per chi racconta storie come me sa che il bene e il male stanno dentro ognuno di noi. Lì dentro (in galera) ci possono finire tutti". In quanto alle carenze strutturali del carcere di via Aspromonte il Premio Strega si è detto contrario ad una delocalizzazione della struttura fuori il centro della città: "Sono d'accordo nel realizzare un nuovo carcere e un nuovo stadio esattamente dove stanno adesso".